Referendum: tre si e un no

Dunque l’istanza del Pd (del Pd! quello che per i referendum si disimpegnerebbe: ricordiamolo al comico qualunquista prestato alla politica) è stata accolta: i referendum nazionali restano quattro. Voterò tre “si” e un “no”. (*)

Dei tre “si” il meno convinto è quello sul legittimo impedimento. Voterò “si” solo per ragioni politiche e a prescindere dal merito del quesito. Ed è questo che mi rende poco convinto: lo spirito con il quale vanno affrontati i referendum dovrebbe essere diverso, ovvero con valutazioni esclusivamente di merito e la norma – per come è stata modificata dalla Corte  – non è una norma da abrogare, ma da emendare. In questo caso farò un’eccezione perché c’è di mezzo Berlusconi e l’uso (altrettanto politico) che farà lui dell’esito di quel referendum. Faccio solo notare che quelli che oggi invitano i dubbiosi come me al senso di responsabilità non hanno dimostrato altrettanto senso di responsabilità e attenzione alle possibili conseguenze di una sconfitta nella battaglia referendaria quando hanno raccolto le firme.

Il “no” invece sarà al secondo referendum sull’acqua (quello sulla remunerazione del capitale investito), con motivazioni che illustrerò nei prossimi giorni, ma che possiamo riassumere così: perché vorrei che i miei amici calabresi smettessero di veder uscire acqua salata dai loro rubinetti.  Quando esce.

(*) update del 6 giugno: Ho modificato la mia posizione sul nucleare: qui le motivazioni.

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13 comments

  1. come Marco (al secondo sull’acqua e per le stesse ragioni) ma aggiungo che (sapendo di perdere alla stragrande) voterò no a quello sul nucleare come feci più di 20 anni fa. La ragione: non si fa la politica energetica di un paese con i referendum.
    Sarò felice di peredere perché si potrebbe determinare il raggiungimento del quorum.

  2. Se fate una ricerca in rete vedete che ogni volta che un servizio è stato privatizzato s’è finito per pagare almeno 100 volte di + per los tesso inutile servizio rimasto uguale con la differenza che la società privata incassa e porta a casa. Se devi lavarti con l’acqua salata tanto vale che la paghi poco, se diventa privata, la pagheranno 100 volte di +. ma voi credete che il privato fa le cose per beneficienza, il privato fa le cose perchè ci guadagna. Nel resto d’europa l’acqua è pubblica. Solo noi vogliamo privatizzarla. ciao

  3. Per quanto mi riguarda, accolgo le perpplessità dei Prof Boitani e Massarutto in merito ai primi due quesiti, che puoi trovare qui:
    http://www.lavoce.info/articoli/-concorrenza_mercati/pagina1002313.html
    http://www.lavoce.info/articoli/-concorrenza_mercati/pagina1002326.html
    Sono seriamente convinto che in merito a questo tema non sia stata data l’informazione corretta, come spesso accade nella confusione concettuale tra concorrenza, liberalizzazione, privatizzazione, mercato e regolamentazioni.

    1. Conosco quegli articoli e approfitto per segnalarne un altro che svela meglio di altri le menzogne dei referendari (lo trovate qui). Come si capirà meglio leggendo il pezzo specificamente dedicato a quei referendum, ho raggiunto però il convincimento che il si al primo quesito rafforzi il no al secondo e da qui la ragione della mia scelta. Ovviamente opinabile come tutte le scelte.
      Con chi si sta battendo per il no condivido la tristezza nel vedere l’opinione pubblica abbindolata dai referendari e il rammarico per il fatto che il Pd si sia accodato.

      1. Come sai, ho provato a capirci qualcosa a suo tempo e anch’io sono tendenzialmente per un si e un no sull’acqua. Tuttavia mi ha colpito questa frase trovata in rete:
        “A questo proposito, la Corte Costituzionale ha precisato nella sentenza n. 26 del 26 gennaio 2011 che il servizio idrico integrato è un servizio a rilevanza economica, cioè deve essere svolto con metodo economico, ovvero secondo il principio della copertura dei costi mediante i ricavi.
        Essenziale, quindi, secondo questa interpretazione è la sola copertura dei costi. Pertanto, secondo la Corte Costituzionale, il carattere remunerativo della tariffa, ovvero la remunerazione del capitale investito, non può essere definito elemento caratterizzante la nozione di «rilevanza» economica del servizio idrico integrato. “. Cioè, se capisco, si dice che la tariffa potrebbe ricoprire tutti i costi di investimento ma non l’interesse. Che sia difficile separare le due cose, è evidente, ma forse alla fine le tariffe che si determinerebbero dopo l’abrogazione non sarebbero così folli, nel senso che i margini di manovra per una gestione economica resterebbero.
        Comunque, il problema è che la gestione dei beni essenziali di tipo collettivo non ha soluzioni ottimali pubbliche o private, ma richiede qualcosa di misto ancora da inventare, dove il pubblico è più che altro “partecipazione e controllo dal basso”, e il privato è “gestione”

        1. Corrado, se vai a leggere la proposta di legge del Pd (numero 3865, primo firmatario Bersani) all’articolo 10 prevede che la tariffa va definita tenendo conto “della remunerazione dell’attività industriale”, ovvero anche degli investimenti. Per evitare che gli investimenti gravino eccessivamente sulla tariffa la Legge prevede di remunerare questa specifica voce anche attingendo ad un Fondo nazionale quando “la quota di ammortamento degli investimenti determina una modulazione delle tariffe anomala in eccesso rispetto ai valori medi nazionali” (art. 8). Mediante la tariffa o mediante la fiscalità generale resta valido il principio che tali investimenti vadano comunque remunerati.

  4. Consiglio anche di leggere l’articolo
    L’acqua come bene economico su NoisefromAmerica: http://www.noisefromamerika.org/index.php/articles/L%27acqua%2C_un_bene_economico#body

    e in particolare i commenti di Marco Esposito, che mi hanno convinto a votare Sì a tutti e due: in particolare lui sostiene (bisogna leggersi gli interventi nei commenti) che il 7% di profitto sul capitale direttamente dalla bolletta è un rendimento fuori mercato che non ti dà nessun investimento.

  5. AQUA, ATOMI E MATERIA OSCURA. AIUTO!!

    Chi mi può aiutare a scegliere sui 4 referendum , per districarmi nella soverchiante enorme massa di materia oscura di parole spese al riguardo!? (alla quale mi affretto aggiungere le mie).
    Premesso che conosco bene le RAGIONI e il corpus juris sul quale si basa il quesito n° 4, e per questo voterò SI, i dubbi mi vengono per gli altri 3 quesiti. Soprattutto per i primi due, perchè per il nucleare sono comunque in grado, ad oggi, di fare la scelta del SI. E non perchè sono contrario all’uso di questa tecnica che sicuramente migliorerà nei prossimi anni e quello della Germania è un vergognoso bluff per ragioni interne. Ma perchè credo che, in questo caso, una affermazione del SI servirà alla elevazione del livello di coscienza delle persone sull’annoso tema delle applicazioni tecniche delle scoperte scientifiche ai problemi della vita e le loro conseguenze sulla natura di cui facciamo parte e che ci ospita.
    Per i quesiti 1 e 2 buio assoluto! Non ho tempo ne voglia di documentarmi sulle leggi. Ad oggi, se mi basassi sulla informazione che ho dalle sintesi che fanno i media elettronici BROADCASTING , voterei un NO e un Bianco. Perchè 1. penso che sia corretto consentire ai privati di svolgere servizi di pubblica utilità ma 2. non ho idea di come parametrare l’investimento del privato col prezzo del servizio fornito all’utente (secondo me servirebbe un mix in cui non si consideri solo la remunerazione del capitale investito ma anche parametri come qualità dell’acqua, controlli dei costi di gestione per evitare sprechi, sconti per i meno abbienti ecc. ecc.ecc).
    Proviamo anche coi media elettronici INTERATTIVI (visti i recenti risultati in nord Africa..mentre da noi imperversa ancora più che mai DTT). Non si sa mai.
    Help!
    Carlos

    1. La migliore scheda di sintesi sui referendum l’ho trovata qui.

      Dalla sua lettura se ne deduce che i referendum su Nucleare e Legittimo Impedimento hanno ormai solo una valenza politica simbolica (e quindi io voto si solo per disciplina di partito), mentre sull’acqua ho detto come voto e ci tornerò a breve per spiegarne le ragioni.

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