Il ribaltamento necessario

A questo riguardo, mi sembra che il successo milanese del csx e di Pisapia vada analizzato attentamente, come fanno quelli di Termometro politico e, in direzione solo apparentemente contraria, Luca Sofri.

Questo articolo di Paolo mi ha fatto tornare in mente un episodio al quale ho assistito lunedì sera nel backstage della festa per Pisapia.

L’episodio è il seguente: un dirigente del Pd lombardo spiega la questione “Sucate” a Piero Bassetti, che lo aveva interrogato in proposito. Subito dopo si avvicina un giornalista che chiede a Bassetti un commento sul voto. Bassetti dice tre cose:

  1. che ha vinto un’idea di riformismo ambrosiano che tanto bene aveva fatto a Milano prima della parentesi rappresentata da Formentini, Albertini e Moratti; ha vinto quella generazione (esattamente come sostenuto da Sofri: “hanno vinto le persone e le idee che cercavano di vincere da decenni”);
  2. che a fianco di quella generazione ne emerge un’altra, “quella di cui parlavamo ora, quella che sa – a differenza mia – cosa sia Sucate”;
  3. che Pisapia e la generazione che ha vinto dovranno “tenere conto delle istanze e delle esigenze della generazione nuova”.

Credo che il nodo della questione, ciò che – se ho ben compreso – anche Luca intendeva affermare, sia tutto nella terza affermazione di Bassetti. Ribaltarla dovrebbe essere l’obiettivo di tutti noi, candidandoci ad essere coloro che vogliono governare “tenendo conto delle istanze dei Bassetti e dei Gad Lerner” e non più viceversa.

Mi spiace per Pietro Raffa, ma è qui anche il senso più generale dell’articolo di Labate (“Cala il sipario sui rottamatori”). Pietro ha rivendicato sul suo blog che i cosiddetti rottamatori non sono stati sconfitti perché le loro idee sono diventate mainstream. A parte che non vale per tutte le suddette idee, il punto su cui tutti noi dovremmo riflettere è che la frase “ma le sue idee vivono in tutti noi” di solito la dicono i sopravvissuti parlando di chi non c’è più.

Realizzare il “ribaltamento” di cui parlavo sopra, essere i protagonisti e non più i comprimari del cambiamento deve diventare l’ossessione per tutti noi. Serve una maggiore consapevolezza delle sconfitte che abbiamo subito, un più convinto gioco di squadra (la cosiddetta solidarietà generazionale, che a “noi” manca e a “loro” no) e soprattutto – è un mio pallino, perdonatemi – abbandonare la pretesa che qualcosa sia dovuto solo in virtù dell’età anagrafica.

Annunci

15 comments

  1. I rottamatori cosa avrebbero perso?
    A Torino Ilda Curti ha appoggiato Fassino da subito. A Milano Civati ha appoggiato Boeri (ma non era proprio un’idea solo dei rottamatori). Poi è stato Civati il primo a proporre il “Tutti x Milano” del 7 maggio. A Napoli mi sembra i problemi siano epocali. A Bologna tutti i candidati sono intervenuti a “Prossima fermata Bologna” pur non appartenendo dall’inizio.
    Mi sembra che i rottamatori abbiano partecipato alla partita con gli altri e mi sembra che gli eletti nei Consigli Comunali siano rinnovati rispetto al passato.
    Insomma, in cosa avrebbero perso?

    1. dove dico che i rottamatori hanno perso? hai questa buffa abitudine di commentare cose che non ho mai detto.

      io volevo parlare d’altro, non dei rottamatori, che non esistono in quanto tali. io dico che ha ragione luca a sottolineare come la vittoria di milano sia una vittoria che ha avuto come protagonisti i rottamandi.
      e che di questo la generaione tra i 30 e i 40 dovrebbe preoccuparsi.

      commentiamo questo?

        1. Fino a che sono in vita, l’ultima parola su cosa sottintendo ce l’ho io. Posso essermi espresso male, ma dopo che ho chiarito ogni altro commento in quella direzione è figlia del pregiudizio

        2. Certo, l’interpretazione autentica e’ in mano tua.
          (pregiudizio parola forte, senza peccato???)
          :-)

  2. Marco, continuare ad insistere su rottamazione e rottamatori, come fa Labate, mi sembra un tantino strumentale. Credo che neanche i più “estremisti” tra i leopoldini abbiano mai pensato che il cosiddetto ricambio generazionale fosse un atto dovuto e non piuttosto qualcosa da conquistarsi. Al riguardo basta leggersi la primissima frase dell’ultimo libro di Civati.
    Onestà vorrebbe che si riconoscesse che una parte delle istanze (e delle persone) rappresentative di coloro che si sono riconosciute e continuano a riconoscersi in Prossima Fermata Italia sono diventate patrimonio comune del partito (le citano sempre Piero e Alessandro e quindi non le ripeto). Certo non tutte, e ci mancherebbe!
    Eccomi allora al punto: perché dobbiamo continuare a denigrare e a non riconoscere meriti e potenzialità che altrimenti, forse (per non dire sicuramente), non sarebbero venute fuori? Perché continuare a perpetuare le guerre per bande che non portano da nessuna parte? Perché invece non ripartire da un successo comune a cui hanno contribuito tutti, da protagonisti e/o da comprimari, e realizzare il ribaltamento di cui tu parli PUNTO (anche se dovrebbe esserci un punto interrogativo)

    1. Paolo, io non sono Labate e non penso che Labate abbia ragione. Lo ripeto, cito Labate per rafforzare ed ampliare una tesi che è quella di Sofri, non quella di Labate.

      Penso però che “accontentarsi” di vedere assunti alcuni propri punti programmatici (nemmeno i più significativi, dal mio punto di vista) sia esattamente fare il gioco della conservazione e accontentarsi di vedere un ricambio generazionale prodotto da mere ragioni naturali (nessuno è immortale). Cose ne è della più importante battaglia di rinnovamento, ovvero l’accountability? Cosa ne è delle esigenze di modernizzazione che stavano alla base della nascita del Pd?

      1. scusami se insisto, però non ti sfuggirà che milano è la prova provata che le primarie hanno vinto contro resistenze e mugugni tutti interni al pd (ne ho sentiti dopo il 15 novembre scorso…). e non dire che non ci sono (stati), dai! e i tra i fautori più convinti delle primarie ci sono Civati, Curti, Renzi etc etc etc.
        ma ripeto, il problema è realizzare il “ribaltamento”, senza dover mettere bandierine come non fai tu, come non fa Sofri, ma come qualcun altro, che tu citi per rafforzare una tua tesi, fa ;-)

  3. Io credo che la lettura di Alessandro Campi, per quanto appena appena implicita sia corretta: dire che bisogna arrivare ad una generazione che tenga conto dei Bassetti e dei Lerner e non viceversa, e metterci di seguito l’articolo di Labate (che lo dice chiaro e tondo che i rottamatori hanno perso) mi ha portato alle stesse conclusioni di Campi.

    Io credo che la vittoria stia nel fatto che ogni volta che qualcuno della dirigenza s’azzarderà a dire che le primarie “questa volta no”, “non in questo contesto”, “da regolare”, “Macerata”, gli verrà urlato sacrosantemente nelle orecchie: “MILANOOOOOOOO!!!”.

    E questa è una signora vittoria, insieme con l’aver avvicinato SeL e allo stesso tempo averla resa così funzionale al progetto del PD che non le rimane nessun margine per mattane stile Bertinotti.

    Una delle battaglie di Civati ora sarà l’istituzione delle primarie per i candidati al Parlamento, dovesse rimanere il Porcellum. Beh, adesso è più facile.

    1. Accontentatevi delle idee (le meno innovative, lo ribadisco). E mettetevi in coda ad aspettare che qualcuno vi coopti. Però poi non dite che avete fatto una cosa diversa da quello che hanno fatto le generazioni che vi hanno preceduto

  4. Scusami Marco,
    ma io non ho mai scritto “sono orgoglioso di giocare un ruolo marginale”.
    Ho voluto rivendicare il fatto che molte delle nostre proposte adesso vengono attuate con naturalezza. Anche se non si parla di rottamatori (termine che, ripeto, non mi piace affatto) sui giornali.
    Tutto qui.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...