Il quesito su Ecopass a Milano

Onoro anche la seconda promessa referendaria, quella di parlarvi un po’ più dettagliatamente del primo dei cinque quesiti cittadini.

Tutti parlano solo di Ecopass, ma il quesito è molto più complesso e articolato. Per quel che riguarda Ecopass, ho detto fin dalla sua introduzione che a mio avviso il suo limite era quello di essere concepito come “pollution charge” e non come “congestion charge”. La vittoria del “sì” di fatto andrebbe in quella direzione:

L’estensione a tutti gli autoveicoli (esclusi quelli ad emissioni zero) e l’allargamento progressivo fino alla “cerchia filoviaria” del sistema di accesso a pagamento.

Parliamo di una scelta molto radicale, ma progressivamente attuabile e percorribile. E non a caso il quesito dà alcune indicazioni su come “accompagnare” questo percorso. Illustrerò nel dettaglio cosa propongono gli 11 punti del quesito; per ognuno di essi farò un commento e alla fine una considerazione conclusiva.

Il raddoppio entro il 2012 dell’estensione delle aree pedonali, sia in centro che in periferia, comprendendo per lotti l’intera area della Cerchia dei Navigli a partire dal “Quadrilatero della moda”.

Cerchia dei navigli pedonalizzata: è un modello di città più vivibile, che “respira”: a me piace.

Il raddoppio entro il 2012 delle aree a traffico moderato (zone a 30 Km/h) e la realizzazione di interventi per la sicurezza stradale dei quartieri residenziali.

Anche qui: niente da dire, anzi.

La realizzazione entro il 2015 di una rete di piste ed itinerari ciclabili integrati e sicuri di almeno 300 km ed il raddoppio entro il 2012 degli stalli di sosta per le biciclette.

Perfetto e sostanzialmente indolore.

La protezione e “preferenziazione” di tutte le linee di trasporto pubblico entro il 2015, in modo da aumentarne velocità e regolarità.

Siamo alla scoperta dell’acqua calda. Ovviamente anche i taxi sono trasporto pubblico, voglio sperare.

L’introduzione in tutta la città, a partire dalle aree periferiche, di un servizio diffuso diurno e notturno di “bus di quartiere” in collegamento con le principali fermate del trasporto pubblico, senza costi aggiuntivi rispetto al titolo di viaggio.

Uno dei tanti progetti della sua amministrazione nei quali Moratti non ha investito: è ora di farlo.

L’estensione sull’intero territorio cittadino del servizio di bike sharing, raggiungendo 10.000 bici entro il 2012 e del servizio di car sharing raggiungendo 1.000 auto elettriche entro il 2012;
il prolungamento dell’orario di servizio delle linee metropolitane fino alle ore 1.30 tutte le notti.

Come per i bus notturni: un’altra incongruenza lo scarso “amore” dell’ex Sindaco per queste politiche da lei volute.

Il potenziamento del servizio taxi mediante il ripristino del secondo turno che garantisca fino a 8 ore aggiuntive di servizio (“seconda guida”).

Su questo i tassisti sono fortemente contrari. E questo mi porterebbe ad essere d’istinto favorevole, ma alcune delle motivazioni che avanzano non sono così peregrine. Li ascolterei e poi procederei comunque se non si trovano soluzioni alternative: l’obiettivo è migliorare il servizio, non punire i tassisti.

Per esempio, può essere che una volta svuotato il centro delle macchine e messe in sicurezza le corsie preferenziali, possano bastare meno auto pubbliche.

Il ripristino del divieto di circolazione e carico e scarico merci nella Cerchia dei Bastioni nelle fasce orarie di picco del traffico mattutine e pomeridiane e la promozione di un sistema di trasporto condiviso con veicoli elettrici.

Manco sapevo che la Giunta avesse abolito il divieto: da ripristinare al più presto.

L’estensione della regolamentazione della sosta in tutta l’area compresa all’interno della “cerchia filoviaria” e nelle aree circostanti gli assi delle metropolitane, con esclusione del pagamento dei soli residenti e per i veicoli ad emissioni zero.

Ci sono paesi dove pagano anche i residenti, ma non pretendo tanto. Non vedo controindicazioni.

Incentivi a sostegno del trasporto pubblico.

Questo potevano risparmiarselo: fa il pari con “volere bene ai bambini”.

Ci tenevo ad illustrarlo tutto, perché è evidente come questo sia il quesito più significativo. Quello che descrive una politica della viabilità urbana complessiva: una visione. Essendo una visione che condivido, voterò “sì”, come ho detto. Uno slogan tanto bello quanto sfortunato delle Primarie diceva “cambiamo città, restiamo a Milano”: poco come il disegno tracciato da questo quesito referendario potrebbe realizzarlo veramente.

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