Piange il telefono

– Ciao Carletto, ti andrebbe di allenare la mia squadra?

– No guarda Massimo, grazie ma proprio non posso.

– Andrè carissimo, ti aspettiamo a braccia aperte…

– Grazie mille, ma non riesco a liberarmi.

– Fabio, sei sempre stato il mio sogno segreto, ti andrebbe di…

– …

– Fabio? Fabio mi senti?

– Sinisa, mio adorato! Non dare retta a quello che scrivono i giornali: ho detto di no a tutti per avere te.

– Signor Presidente sono onorato, ma ho già un contratto con una squadra prestigiosa.

(suona il telefono)

– Pronto? chi parla? Gian Piero come? Gasparotti? Ah no, Gasparelli. Mi dica Gasparelli… Come dice? Non si chiama Gasparelli? Si decida! Qual è il suo nome? Ah, ho capito, ma certo! Sa che la stavo proprio per chiamare? Potrebbe passare da me in ufficio uno dei prossimi giorni? Come dice? È già qui sotto? Ma che coincidenza! Salga allora. Grazie.

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2 comments

  1. Gli altri contatti erano solo una tattica sottile per mettere pressione a Gasparini e convincerlo ad accettare senza esitazioni: è sempre stato lui il primo obiettivo….

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