Armiamoci e partite per la Val di Susa

Io penso che non si dovrebbe mai arrivare a far incacrenire certe situazioni. Se entro due giorni non cominciano i lavori per la TAV – si è detto – l’Italia perde i finanziamenti europei. Io aggiungo che senza TAV l’Italia viene allontanata dal resto del mondo: in senso fisico, economico, ma soprattutto culturale.

Se le cose stanno così, il Governo avrebbe dovuto sfruttare questo tempo per raggiungere un accordo con le comunità locali, senza arrivare a ridosso della scadenza per far intervenire le forze dell’ordine. Che cosa pensavano? Che l’avvicinarsi della data li avrebbe resi più concilianti? Chi ci governa ha dunque grosse responsabilità.

Come le ha chi ha cavalcato l’onda di quella protesta per il proprio tornaconto politico personale. A proposito: com’è che certi comici prestati alla politica oggi non sono in Valsusa a far spettacolo? Non mi va di fare paragoni con tragedie del passato e dunque mi limito a notare come il tragico motto “armiamoci e partite” purtroppo non muore mai.

Detto questo, mi soffermo sull’articolo di corriere.it che racconta i fatti: mi hanno colpito due frasi, che dicono molto.

Negli scontri, dicono la polizia e una radio locale vicina ai No Tav, sono rimaste ferite 29 persone, 25 agenti e quattro manifestanti.

Venticinque feriti, contro quattro: evidentemente non stiamo assistendo a cariche barbare contro civili inermi. Non c’è bisogno, credo, di ricordare Pasolini.

A sostenere la protesta, sono stati quasi tutti militanti dei centri sociali del Nord, giunti a Chiomonte domenica notte. Sul piazzale, invece, non c’erano più abitanti della Valsusa. Al punto che la loro presenza è stata richiesta a gran voce dagli incappucciati neri non pratici della zona.

Anche questo un film già visto troppe volte. E non è mai un bel film.

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9 comments

  1. Concordo abbastanza, ma non sulla considerazione dei feriti. Lo sanno tutti che, da che mondo è mondo, quando ci sono scontri nelle manifestazioni i poliziotti vanno al pronto soccorso e risultano “feriti” anche solo per una piccola escoriazione che guarisce da sola in 2 giorni. Mentre di solito i manifestanti si tengono lontani dagli ospedali se non per fratture e grosse lacerazioni. Più che i numeri sarebbe quindi interessante venire a sapere la diagnosi e la prognosi dei 29 feriti.

  2. Il motto “armiamoci e partite” è storicamente una patacca della sinistra: siccome nel 1914 Mussolini era a favore dell’entrata in guerra dell’Italia, ed incitava a farlo con i suoi articoli e discorsi, i socialisti ribattezzarono il suo atteggiamento in quel modo, a dire che tanto in guerra ci finivano i ceti proletari e non i guerrafondai.
    Finì che Mussolini, per smentirli, andò a fare il soldato in guerra per davvero.

  3. La scarsa trasparenza provoca cattiva informazione. se da subito (10 anni fa!) il governo avesse messo in campo fatti, cifre, motivazioni , pro e contro la situazione non sarebbe arrivata all’intollerabile gestione attuale. l’impatto ambientale sulla Val di Susa sarà davvero pesante, ma nasaconderlo o minimazzare lo ha reso insostenibile. sono scelte che un governo responsabile è in diritto/dovere di compiere, ma in assoluta trasparenza e ricordando(per una volta non strumentalmente) il “popolo sovrano”. Detto dei feriti, suona forse troppo semplicistico ridurre le proteste ad un’iniziativa dei centri sociali(tanto più che lo stesso Viminale ha parlato di pochi violenti tra migliaia di manifestanti arrabbiati ma “corretti”). “Grilletto” Grillo ha già sparato le munizioni no tav; ora è in cerca di nuovi bersagli, meno usurati…

    1. La storia va su e giù tra cariche della polizia dei governi di cdx (2005) e tentativo di studiare, spiegare, far partecipare dei governi di csx (l’osservatorio di Virano). La differenza non è poca.

    1. Mancata informazione negli ultimi due anni. Infatti l’Osservatorio ha fatto il grosso del lavoro dal 2006 al 2009 (111 riunioni e 7 quaderni che nessuno ha letto). Poi poco altro. E non è un caso.

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