Ancora sul diritto alla privacy

Pensiamo che una giovane donna di venticinque anni, che non ha coinvolto altri che se stessa nelle proprie azioni e che deve risponderne solo a se stessa, abbia il diritto di essere lasciata in pace.

Io non capisco di cosa si lamenti la dirigenza del Pd pisano: è risaputo che “chi ha un incarico pubblico deve mettere in conto il sacrificio della sua privacy”.

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3 comments

  1. Io condivido in pieno il tuo articolo su qdr, però il caso qui è diverso. Qui non ci sono violazioni della privacy, per quel che mi pare di capire.

    Fossimo in America, probabilmente la metterebbero in croce (sia pure puritanamente) non per il fatto in sé ma per averlo nascosto, per aver “mentito” (se mai ha negato di aver preso parte ad attività del genere) o semplicemente per aver tradito la fiducia degli elettori con comportamenti “inadatti” al suo ruolo.

    Poi, per quanto mi riguarda, può continuare a fare la segretaria PD, perché non credo abbia fatto nulla di immorale.

    Però, boh, c’è una parte di me che pensa che effettivamente di un politico devo avere un ritratto a tutto tondo di chi lo rappresenta, e quindi trovo giusto che si sappia che nel curriculum di questa persona c’è anche questa attività.

    Dice: ma quelli sono fatti suoi! Però girare un film non è un fatto privato (onestamente non so però che tipo di film abbia girato).

    Se fossimo in un mondo perfettamente giusto, questa donna dovrebbe potersi non vergognare di quel che ha fatto, ma fors’anche, sempre in un mondo perfettamente giusto, non dovrebbe neanche tenerlo nascosto.

    1. guarda, sulle considerazioni che fai si potrebbe parlare a lungo e non ho un’idea strutturata. Diciamo che tendenzialmente uno, finchè rispetta la legge e le persone, fa quel che gli pare.

      Detto questo (e per tornare in tema), la privacy c’entra eccome. un fatto privato è stato diffuso urbi et orbi solo in virtù del ruolo pubblico che quella ragazza aveva. e questa è una barbarie!

      quello che coloro che ragionano come la serracchiani dovrebbero capire è che se ti metti su quel crinale poi è difficile fermarsi. e ci vanno di mezzo anche le povere ragazze (ex) segretarie del circolo del pd di san miniato

      1. Mi rendo conto di essere su un crinale sottile, e ho molti dubbi io stesso.

        Ma è un fatto privato? Le conversazioni telefoniche lo sono senz’altro, ma un film? (Io continuo a ragionare immaginando, e non è però una differenza da poco, che si tratti di un film vero, con una distribuzione)

        Riprendo un caso vagamente simile, tanto per ragionare per “casi” piuttosto che per principi.

        Qualche anno fa ci fu un grande scandalo per una professoressa che nel tempo libero, e senza interferenze col suo lavoro in una scuola media, si dava al porno, ad esempio in alcune fiere dell’erotismo.

        E’ stata trasferita ad una scuola per adulti, perché ritenuta inadatta a lavorare con i ragazzi. In linea di principio, direi che è sbagliato, perché quel che uno fa fuori del lavoro sono fatti suoi, però mi riesce anche difficile pensare che la cosa non avesse un riflesso sul suo lavoro in classe. Il “lavoro” del politico può implicare restrizioni simili?

        Io continuo a pensare che non dovrebbe perdere la sua posizione, ma mi chiedo se vi è un effettivo diritto alla riservatezza.

        Non so se mi sono spiegato, però diciamo che la domanda me la sono fatta, e per onestà intellettuale ho pensato di girartela.

        io

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