Passatum o Mattarellum: qualcosa si smuove nel Pd

Vi racconteranno che è la solita divisione tra dalemiani e veltroniani, ma per quel che riguarda il merito della vicenda (l’unica che conta) in ballo c’è ben altro: scegliere tra il proporzionale (il Passatum) o un sistema prevalentemente maggioritario (il Mattarellum). Vi racconteranno che è la solita vecchia guerra, ma non dategli retta: è “solo un modo per convincervi a restare chiusi in casa quando viene la sera”.

Ma restiamo comunque un attimo sul piano degli “schiaramenti interni”, quelli di cui – giustamente – non frega nulla a nessuno: c’è chi firmerà per il Passatum, chi per il Mattarellum e chi – come il Segretario – non vorrebbe occuparsene. Restiamoci perché questi schieramenti a ben vedere ci dicono un paio di cose interessanti sul futuro del Pd.

La prima: forse per la prima volta da quando è nato il Pd viene fuori una scomposizione molto articolata; ben più articolata di quella del’ultimo Congresso (dove in fondo solo i fassiniani, tra gli ex Ds, sostenevano il candidato non diessino Franceschini). Si “rompe” lo schieramento che fu bersaniano, così come quello che fu franceschiniano, mentre pare che i mariniani – a cominciare dal Vice Presidente del partito – si schierino sostanzialmente compatti per il Mattarellum (tra questi solo Civati non sembra avere ancora deciso, o almeno io non ho capito cosa voglia dire il post che ha dedicato all’argomento).

Ma la novità più interessante e promettente è la seconda. E smentisce alla radice la facile caricatura del contrasto tra dalemiani e veltroniani. Questo sarà il primo vero banco di prova della nuova generazione democratica. I protagonisti di questa battaglia “interna” saranno i trenta quarantenni del Pd, che non a caso hanno già cominciato a menare fendenti (per ora senza beccarsi direttamente, ed è un bene) sui socialcosi e sui blog. Se e quando la battaglia entrerà nel vivo vedremo confrontarsi gente quasi sconosciuta, ma che è già gruppo dirigente diffuso di questo partito. I giornali non se ne sono ancora accorti e magari a questo giro nemmeno se ne accorgeranno, ma questo è un problema dei giornali, mica nostro.

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13 comments

      1. dal post si evince, abbastanza chiaramente, che Pippo sia favorevole al mattarellum nell’accezione “classica” piuttosto che con il twist ungherese che, lui dice, essere troppo proporzionale.
        Io leggo Pippo con le lenti rosa, tu forse con gli occhiali con le ditate dei tuoi figli! :-)

        1. Insisto: quello che non ho capito è se appoggia o meno l’iniziativa referendaria. Non è un problema di lenti, ma che proprio non lo dice (o io non l’ho capito).

          Niente di male avrò certamente modo di ritornarci su.

        2. Ah l’amore… :-) Il post parla dei due referendum: quello per il passatum e quello per il mattarellum. E – visto che mi tiri x la giacchetta – dire di essere per il mattarellum e al contempo di non apprezzare l’iniziativa referendaria che vuole ripristinarlo è un po’ buffo, non trovi?

          2011/7/6,

  1. Caro Campione,
    mi dispiace, ma io sono per il ritorno al Mattarellum da anni, come ho scritto. Dubito solo che dividere il Pd in due comitati referendari, dopo avere perso un anno a far finta di parlare di riforma della legge elettorale, sia la cosa più utile in questo momento.
    Quanto ai mariniani, ti segnalo che il Congresso si è chiuso nell’ottobre del 2009.

    1. Sulle correnti Pippo, io sarei anche d’accordo con te, ma per favore non prendiamoci in giro: chiedi un po’ in giro come sono state fatte le giunte dove abbiamo vinto (per fare solo un esempio).

      Sul merito del post, mi sono limitato a dire che non avevo capito se eri favorevole o contrario all’iniziativa referendaria. Mi confermi che sei contrario al referendum che riprisitina il Mattarellum pur essendo favorevole al Mattarellum.

  2. Champ: ha ragione Civati.
    (e tu dirai: e ti pareva che gli dava torto… :)).
    Insomma, abbiamo appena finito di celebrare referendum che hanno riportato i quesiti referendari alla loro vocazione popolare, dimostrando che è su temi forti che si porta (si turlupina tu dirai… punti di vista) la gente a votare: acqu, nucleare, legalità…
    E noi invece come PD che ci inventiamo? Di chiamare le persone a un dibattito pubblico su dei temi di una astruseria bizantina per addetti (costituzionali) ai lavori. Per di più le solenni proposte arrivano da persone che il PD dovrebbe utlizzare come “teste pensati” cui fare elaborare le proposte in parlamento, non come pasdaran da gazebo per la raccolta di firme.
    Non entro nemmeno nel merito della questione (anche perché come ci siamo detti altrove, non c’è scelta: il pd nasce in un’ottica maggioritaria con una vocazione maggioritaria, altrimenti non ha senso). Ma penso che è da folli dividersi su questa roba qui.
    Sarò demagogico, ma io dico: torniamo a discutere di programmi veri, cosa vogliamo fare per l’istruzione, la ricerca, il precariato, le pensioni. altro che “passiglium” e “ceccantibus”.

      1. se i quesiti vengono ammessi. se raggiunge il quorum… se, se, se, allora ci preoccuperemo. E magari sarà la volta buona che saremo impegnati nella stessa battaglia ;)

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