Diritto di critica

A volte sono d’accordo con quanto scrivono gli autori del blog L’Antonio, a volte no e credo sia una cosa reciproca: tra persone che ragionano con la propria testa succede così. La cosa importante però è che anche quando dissento ne apprezzo sempre la linearità del ragionamento.

Se ne scrivo quindi non è perché dissento, ma perché questa volta non riesco a vedere la coerenza in quanto scrivono sulle Province. Per tre ordini di ragioni:

  1. Derubricare ogni critica a Bersani come desiderio di rivalsa (a cominciare dal titolo) è un argomento assai debole.
  2. Non capisco come si possano criticare le scelte che sono fatte solo per ragioni di comunicazione dopo non aver battuto ciglio solo pochi mesi fa quando il Pd – proprio per comunicare meglio, si disse – optò per il secondo “sì” al referendum sull’acqua che affossa la legge Bersani sui servizi idrici.
  3. La conseguenza più coerente di quanto affermato nel loro articolo (che è comunque critico con la scelta del Pd, quindi forse qualcosa da criticare c’era) non avrebbe dovuto essere votare “sì”, come proposto, ma votare “no” alla proposta di Di Pietro.
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