Ogni “mi piace” è uno sputo in faccia

L’On. Fiano ha consegnato alla propria pagina Facebook uno sfogo amaro sul fango che sta piovendo addosso a lui (in quanto membro della cosiddetta Casta) per il solo fatto di essere stato eletto in Parlamento.

Ho scritto nella discussione alcune considerazioni, che mi va di condividere anche qui.

Sarò politicamente scorretto, perdonatemi. Io capisco la rabbia, lo sconforto e l’indignazione e tutto quello che vi pare. Privilegi i parlamentari ne hanno? Si, molti. Ma tra questi non c’è avere il 10% di sconto su un auto o una tariffa “agevolata” per telefonare(le convenzioni le fanno tutte le aziende private). E non lo è nemmeno la possibilità di viaggiare gratis (qualunque azienda rimborsa i viaggi ai suoi dipendenti). Il barbiere o il ristorante a prezzo calmierato forse lo si potrebbe evitare per decenza, ma la mensa c’è in tutte le grandi aziende e dove non c’è danno il ticket. Dobbiamo dare il ticket ai parlamentari? Ai con tribuenti costerebbe probabilmente di più, lo sapete? Lo stipendio elevato è un privilegio? Ho i miei dubbi a considerarlo tale. Le condizioni previdenziali lo sono? Ecco, quelle certamente sì.

E si potrebbe andare avanti punto per punto e discernere tra cosa è privilegio e cosa non lo è. Il punto però è proprio questo: oggi distinguere non va di moda, non si può fare perché i tempi della politica… la comunicazione… l’immagine… ecc. Ma siete proprio sicuri che accettare tutto questo faccia bene alla sinistra? E vengo al punto dove sono cattivo: secondo me molti si nascondono dietro quella indignazione per vomitare la loro delusione su un bersaglio facile. Nulla di male, se colpisse solo i parlamentari che non fanno bene il loro lavoro. Invece la merda e il fango rotolano su tutti: i parlamentari onesti come Lele e chi ai livelli più bassi ha sacrificato molto (affetti, carriera, tempo…) solo per passione.

Pensateci la prossima volta che cliccate su un “mi piace” sotto lo status di uno spidertruman o di qualche ominicchio alla biraghi. Ogni “mi piace” è uno sputo in faccia a migliaia di persone come Lele, la cui unica “colpa” è essere pagato bene (Lele, altri a volte niente o molto poco) per un lavoro che sa (e sanno) fare molto bene.

Il mio problema è che non riesco a pensare sia una colpa.
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7 comments

  1. In realtà su fb “mi piace” è fuorviante. Se vuoi criticare una pagina, devi prima fartela piacere. Se voglio lasciare una critica su una pagina neonazista (magari dopo averla segnalata), devo cliccare “mi piace”.

    L’unica cosa che sarebbe utile sapere è se quelle informazioni sono attendibili. Io sono ancora convinto che i politici abbiano troppi privilegi, ed assai irritanti. Peraltro le aziende controllano per cosa usi i viaggi che ti paga…

  2. Fa piacere notare che l’On. Fiano consideri il Parlamento italiano alla stregua di un’azienda privata, la quale paga rimborsi e benefits ai propri agenti, quadri e dirigenti. Il problema è che: a) il Parlamento italiano non è un’azienda privata, ma un luogo dove si dovrebbero fare gli interessi della collettività e lavorare per raggiungere tale scopo, non per arricchirsi e vivere a sbafo dei contribuenti. Specie nei periodi in cui ai contibuenti si chiede di tirare la cinghia, e con effetto immediato; b) le aziende private corrispondono stipendi elevati e tutta una serie di benefici in cambio di competenza, serietà, dedizione e *risultati*. Ora l’On. Fiano potrà dire tutto quello che vuole, ma è fuor di dubbio che il Parlamento italiano non brilli per presenza di persone competenti, efficienti e laboriose.
    “Il barbiere o il ristorante a prezzo calmierato forse lo si potrebbe evitare per decenza”. No, caro, On. Fiano, non ha capito proprio nulla. Voi il vostro stipendio ve lo dovete tagliare ora, adesso, subito, e portarlo *sotto* il livello dei vostri colleghi tedeschi, francesi e inglesi. Altro che barbiere.
    Non si capisce perché gli stipendi dei lavoratori italiani debbano essere tra i più bassi d’Europa, mentre quello dei parlamentari italiani è il più alto. Qual’è la logica in tutto ciò, se non quello di un’opinione pubblica che fino ad ora vi ha consentito di ingrassarvi le tasche senza battere ciglio?
    Lo capisco che è difficile comprenderlo, ma il punto è che la gente si è stufata di quest’andazzo e vi sta dicendo che è ora di darci un taglio.

    1. Peccato che quanto scritto qui non sia in alcun modo riconducibile all’On. Fiano. Come peraltro una lettura anche superficiale del testo consente di comprendere.

      Ma non stupisce: non leggere quanto si commenta è condizione assai diffusa.

      1. il link del post rimanda ad un contenuto al momento non disponibile, perciò non ho potuto leggere questo amaro “sfogo”. Faccio ammenda perché nella lettura ho confuso “Ho scritto nella discussione alcune considerazioni” con *ha scritto*, e perciò pensavo che il corsivo riportasse parte di uno sfogo dell’On. Fiano presente in quel link.
        Sul contenuto della critica invece non ho nulla da rettificare. Il Parlamento non è un’azienda. La quale, comunque, stipendi e benefici li elargisce in base all’efficienza ed ai risultati. E te li toglie quando i risultati non arrivano o si accorge che batti la fiacca. Se il Parlamento fosse un’azienda, quanti dei quasi 1.000 parlamentari attuali riuscirebbero a mantenere una posizione da dirigente lautamente retribuito? E quanti invece finirebbero licenziati o spediti al piano terra a smistare la posta per 900 euro al mese?

  3. Su alcuni punti posso essere d’accordo, su altri proprio no. Le convenzioni delle aziende private, da liberista non posso che sostenerlo, sono perfettamente legittime e fanno parte delle strategie delle aziende (e ci mancherebbe altro), non possono perciò essere ricondotte ai privilegi. Sui viaggi… mi vanno bene, anche se di questi tempi bisognerebbe dare una stretta: non pretendo che i parlamentari si spostino col regionale, basta adottare tariffe ragionevoli.

    Il problema reale, però, è che laddove veri privilegi ci sono chiunque chieda di toccarli viene accusato di far parte dell’antipolitica, come se dire che quelle pensioni sono uno scandalo fosse sbagliato. Come se dire che la “buona uscita” ai parlamentari per il reinserimento nella vita sociale, manco fossero avanzi di galera, è una vergogna colossale (Mastella ha preso 300.000 euro, prosit). Come se delle spese di gran lunga superiori a quasi tutti gli altri parlamenti europei non dovessero essere contenute. No, mi spiace. Io sono stato (e sono) molto critico nei confronti di SpiderTruman e fenomeni del genere, ma i politici non possono usarli come volano per lamentarsi: se ad ogni votazione che mira ad abolire qualche privilegio quasi tutto il Parlamento vota contro (incluso il PD del caro onorevole Fiano) allora almeno le critiche bisogna tenersele. Critiche che andrebbero rivolte anche al popolo boccalone che non si informa e poi si scandalizza quando l’Assangino di turno porta alla ribalta cose già note.

    Un’ultima cosa: da liberista, paradossalmente proprio perchè tale, non riesco a condividere una visione aziendalistica dello Stato. Sono due cose differenti, con principi e scopi differenti e tali devono restare.

  4. marco tu sei in buona fede e sono sicuro che dobbiamo lavorare per avere persone come te in parlamento invece di scilipoti, nani e ballerine sponsorizzate dal dentifricio.
    Ma è un fatto che, ogni volta, che si incomincia a parlare di costi della politica, la classe “digerente” si difende a riccio, rinvia sempre alla legislatura successiva ogni cambiamento. Quando si parla di “privilegi” non ci si riferisce alle cose che citi nel post, permettimi, queste sono stupidaggini demagogiche. Nono conosco Fiano: mi fido del tuo giudizio, ma che c’entra questo con il giudizio generale? Ti potrei citare tanti altri, anche dalle nostre parti, che ho visto personalmente all’opera e purtroppo è stato doloroso. E’ stato doloroso scoprire quanto la statura ideale delle persone e il loro comportamento quotidiano possano essere tanto difformi.
    Sinceramente, questa gente qui non merita che persone perbene come te alzino gli scudi.

  5. Semplicemente, l’unico modo per combattere la demagogia anti-casta è riallineare gli stipendi e i benefit dei parlamentari con la media europea: non posso credere che i politici britannici o tedeschi si sentano presi a sputate in faccia per il fatto di non ricevere tutti i privilegi degli italiani, né che siano meno competenti e solerti. Solo in questo modo la classe politica può dare mostra di buone intenzioni, importanti anche a livello mediatico, inutile negarlo, senza cedere alle istanze più demagogiche e populistiche che vorrebbero impossibili quanto inutili azzeramenti dei costi della politica. Marco Campione, mi sembra che in molti tuoi interventi qui web tu parli di un partito che deve “educare” il suo elettorato proponendo soluzioni mature e non demagogiche: questo sarebbe un esempio che purtroppo mi sembra lontano dall’orizzonte.
    Attaccare la corrente di pensiero alla Grillo, le cui fanfaronate devono comunque essere implacabilmente smontate perché pericolose e demagogiche, è legittimo, è facile, ma non basta – come giustamente detto sopra, qui si cerca di confondere un elettorato “maturo” con un elettorato boccalone.

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