La rivincita dell’articolo 41

Come sapete quella della revisione dell’art. 41 della Costituzione è una delle più gettonate armi di distrazione di massa utilizzate dagli attuali governanti di questo sventurato paese. La colpa del Sig. Quarantuno sarebbe quella di limitare la libertà d’impresa: è un articolo cattocomunista fatto dai quei cattocomunisti dei nostri padri costituenti.

Sono solo tre commi e recitano così:

L’iniziativa economica privata è libera.
Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.
La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.

Tremonti, Berlusconi, Sacconi e Cicchitto (per citare i più attivi con la litania della modifica all’art. 41) sostengono di volerlo modificare perché affermi il principio che “è permesso tutto ciò che non è espressamente vietato dalla legge“. Un principio che da queste parti condividiamo, non è questo il punto. Il Pd ha più banalmente obiettato che, trattandosi – quelle rivolte all’art. 41 – di accuse infondate, nulla impedisce a questo o ad altri governi di emanare leggi o decreti che liberalizzino ulteriormente il mercato, così come ad esempio ha effettivamente fatto a suo tempo il ministro Bersani; quindi non cercassero scuse.

Ieri il Sig. Quarantuno si è preso la sua bella rivincita. Infatti l’art. 3 c. 1 della manovra afferma:

In attesa della revisione dell’articolo 41 della Costituzione, Comuni, Province, Regioni e Stato, entro un anno dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, adeguano i rispettivi ordinamenti al principio secondo cui l’iniziativa e l’attività economica privata sono libere ed è permesso tutto ciò che non è espressamente vietato dalla legge.

E il successivo comma 3 rincara la dose:

Sono in ogni caso soppresse, alla scadenza del termine di cui al comma 1, le disposizioni normative statali incompatibili con quanto disposto nel medesimo comma […]. Nelle more della decorrenza del predetto termine, l’adeguamento al principio di cui al comma 1 può avvenire anche attraverso gli strumenti vigenti di semplificazione normativa.

Insomma: in attesa della revisione dell’art. 41 si può procedere per decreto e anche attraverso gli strumenti vigenti.

Come volevasi dimostrare non era necessario alcun lungo e defatigante percorso di modifica costituzionale, ma bastava la volontà politica. Così un’altra piccola bugia è crollata. E per mano amica, per giunta.

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