Cosa distingue un lucchese da un leghista?

Non è possibile consentire l’apertura di esercizi commerciali che nulla hanno a che vedere con la cultura del luogo. E il nostro provvedimento vale per chiunque: ristoranti cinesi ma pure fast food americani, birrerie tedesche o pub inglesi.

Testuali parole del Sindaco di Forte dei Marmi (LU), Umberto Buratti del Pd.

E ad aggiungere pena all’indignazione è la precisazione finale: io non sono razzista, sembra volerci dire il Sindaco, non sono come quei leghisti che vietano l’apertura solo ai kebabbari. Io impedisco a qualsiasi esercizio commerciale di aprire…

A qualsiasi esercizio commerciale. E lo sottolinei pure… Già: non sei razzista, sei di Lucca.

(sia chiaro: a Lucca e provincia ci stanno un sacco di amici miei e son tutte brave persone. Si fa per scherzare, dunque)

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22 comments

  1. Emanuele

    Se il sindaco ha ragione da vendere ti pregherei di non usare mai più nella vita il cioccolato (America), lo yogurt (turco fin nella parola), il caffé (arabo), il pomodoro, il tacchino, il mais, le patate, la seta…

    Al nord scordatevi la pizza, noi rinunciamo ai risotti. E se permettete, evitate di bere il nostro negroamaro, che ci serve per consolarci della mancanza di barolo….

    La cultura di un luogo la fà chi è sul luogo: di qualsiasi età, origine, colore lingua. E su questo non ci devono tentennamenti di sorta.

  2. fate finta di non vedere l’accento di troppo…dell’ortografia non me ne importa niente, ma spiegare perché è troppo lungo…

  3. beh, sorvolo sul fatto che definire “lucchese” (per quanto forte dei marmi sia effettivamente in provincia di lucca) un fortemarmino è ritenuto offensivo sia da quei pesciai che abitano al forte e dintorni (e non si capisce perché, obiettivamente, visto che avrebbero tutto da guadagnarci), sia dalla nobile gens lucensis (la cui secolare indipendenza pure napoleone bonaparte rispettò, almeno formalmente).
    scherzi a parte, vengo al merito della questione.
    quello di buratti NON è un ragionamento leghista. forte dei marmi sta in effetti perdendo la propria identità, ha i prezzi più cari di tutta la provincia e forse, tolte firenze e qualche zona dell’entroterra senese o siena stessa il giorno del palio, di tutta la regione. e questo non per colpa dei marocchini o dei senegalesi e nemmeno degli americani.
    per colpa dei russi che hanno invaso la zona.
    ma questo è ciò che hanno voluto i fortemarmini, su questo si basano la loro economia e la loro ricchezza ed è inutile che ora piangano sul latte versato.
    e poi il turista che va al forte (italiano o russo che sia) non va lì per ammirare il monumento o mangiare i prodotti tipici: va lì per andare al mare, godersela e la sera uscire in passeggiata, entrare in un negozio che vende borse in pelle a mille euro e fare – come si dice da quelle parti – i “pottìni”.
    di fronte a questa situazione, al sindaco (che, peraltro, non è malaccio come sindaco) non resta che percorrere due strade: la prima è quella della difesa dell’identità locale, che potrà far piacere al fortemarmino doc e può anche avere un senso commerciale (tanto il turista che va lì, non ne fa una questione di prezzo), ma poi lo voglio vedere d’estate quando arriva l’inglese e non trovando l’hamburger o la birreria se ne va a viareggio, che in fondo son cinque minuti; la seconda è quella di non ostacolare la grande catena fast food e la birreria, ché con i tempi che corrono è grasso che cola se apre qualche negozio nuovo altro che farsi gli scrupoli.

  4. Nonunacosaseria

    Assolutamente no.

    Lo dico in maniera tranchant perche’ e’ una di quelle cose che sfuggono di mano e poi ci si ritrova nel baratro: un momento prima stai parlando di identita’, il momento dopo stai difendendo “sangue e terra”.

    Quello del sindaco E’ il ragionamento leghista per eccellenza. Se vuole evitare che il costo della vita diventi impossibile per i residenti, si dia da fare con altri strumenti.

    E’ lo stesso identico equivoco che fa credere che i Sud Sound System, che da queste parti sono sacri, siano alternativi di sinistra (“Ama la terra toa, amala e difendila”).

  5. @ U.

    quando parlo di “identità locale” non mi riferisco alla fortemarminità (che è qualcosa che non esiste). mi riferisco a qualcosa d’altro che è difficile da spiegare per chi non è della zona.
    faccio un esempio concreto.
    da tanti anni succede che i fortemarmini lascino le loro abitazioni d’estate, le affittino ai turisti e se ne vadano nell’entroterra, a querceta, a seravezza, a pruno, nelle case natie o in quelle dei nonni della moglie. un sistema che ha permesso loro di fare un sacco di soldi. finché il giochino non è sfuggito loro di mano perché poi sono arrivati i magnati russi (notizia vera di un annetto fa: tamponamento con una vespa sul lungomare, il proprietario della vespa smoccola un po’ e il tamponatore russo gli lascia, cash, cinquemila euro) e i prezzi, già alti, sono schizzati alle stelle. prova a comprare una casa a pietrasanta o al forte…
    la risposta del sindaco è azzardata, antistorica, stupida quanto vogliamo – perché pretende di rimettere le cose a posto partendo dalla difesa del ristorante di pesce a scapito del fastfood -, ma non leghista. e in tutto questo c’entra poi anche l’atteggiamento corporativo dei commercianti, abituati a fare un po’ come cacchio gli pare alla faccia della libera concorrenza di cui tanto si riempiono la bocca.
    spero di essermi spiegato meglio.

  6. NUCS

    Quel che dico io e’ che le identita’ cambiano. Il problema dei Russi e del loro cash, che fa paura, e’ un problema da ministero dell’interno (non posso fare a meno di pensare che molti siano mafiosi russi in villeggiatura).

    Se le case costano tanto, chi riesce a venderle o affittarle fara’ un sacco di soldi. Buon per lui. Non credo sia un deminutio capitis vivere nei paesi che hai menzionato.

    Se poi si ha paura che FdM diventi un turistificio, la reazione non e’ chiudere i kebabbari o i pub, dove peraltro vanno gli italiani. Al limite andrebbe chiuso il ristorante chiccoso che serve vongole e champagne, perche’ i russi la’ andranno, mica dal kebabbaro!

    Ma il sindaco se l’e’ presa con i kebabbari e non gli e’ venuto in mente di creare spazi culturali, spezzare gli oligopoli corporativi, incentivare le scuole.

    Poco lungimirante, forte coi deboli e deboli coi forti, approssimativo: il sindaco ha fatto il leghista duro e puro, solo che ancora non ha detto parolacce.

    Tanto per allisciare il nostro ospite: servirebbe piuttosto qualcosa di riformista, se proprio si ritiene che FdM sia invivibile…

    1. uqbal
      guarda che anch’io penso – e l’ho scritto – che il provvedimento sia scemo.
      però, occhio, qui nel mirino non sono i kebabbari. sono anche i fastfood e tutto quel che può fare concorrenza ai prodotti di filiera corta che buratti vuole invece valorizzare. non è l’atteggiamento – leghista – di chi è forte coi deboli e debole coi forti. è l’atteggiamento di chi pensa di fare una furbata e non si rende conto di darsi la zappa sui piedi.

  7. NUCS

    E prendersela con i fast food è meglio? Io ho visto come si può ridurre una cittadina greca (Laganas a Zante) per far stare comodi gli Inglesi, o quanto può essere insopportabilmente turistica Spalato in agosto (Diocleziano affogato tra bar e ciabatte). Ma non c’è rimedio e non ci deve essere, perché la correttezza filologica non può essere coercitiva. E poi questo provvedimento se la prende anche con i kebabbari.

    Il kebabbaro forse mi fa più simpatia di una multinazionale, ma i diritti non vanno a simpatia: a me non dà fastidio McDonald e sarei anzi più propenso a fidarmi di lui che di una friggitoria che cambia l’lolio ogni 10.000 km.

    Va bene conseguire il bello e promuoverlo in positivo (cioé facendo cose) ma non va bene perseguire il brutto in negativo (impedendo di fare cose). E’ un principio di libertà.

    Non è una questione di filiera corta: davvero credi che la filiera di un hamburger sia più corta di quella delle alici? Inoltre non è di questo che sta parlando il sindaco, che altrimenti dovrebbe vietare anche i prodotti locali fuori stagione.

    Se proprio ci tiene, alla filiera corta (sui cui vantaggi e sulla loro concretezza si discute) può fare degli sgravi fiscali. Non rompere l’anima a chi frigge le patatine.

    Non so NUCS, rileggendo i tuoi commenti alla fin fine non riesco a capire se siamo in disaccordo oppure no. Non ti nascondo che la mia impressione è che la tua idea sia “Non sono leghista, ma qui qualcosa bisogna fare…”.

    Io invece non avverto l’emergenza.

    1. Uqbal
      credo che il motivo sia dovuto al fatto che quando scrivo i commenti sono un po’ punk, vado molto d’istinto senza rileggerli e quindi sono un po’ più confusionario di quando scrivo sul blog.
      in ogni caso.
      secondo me stiamo dicendo per tre quarti le stesse cose. l’unico aspetto sul quale discorsiamo è che secondo me si tratta di motivazioni non di stampo leghista.
      io NON sto difendendo buratti. ho scritto nel precedente e in quello prima che si tratta di un provvedimento scemo, quello suo.
      il riferimento al fast food è per marcare la differenza con chi se la prende solamente con il kebabbaro: lì sì c’è un atteggiamento leghista (ed è stato preso anche a lucca, quindi – se vogliamo – il titolo di marco è appropriato); qui è un altro atteggiamento, se vogliamo alla “carlin petrini”, ossia quello di pensare di fermare un treno in corsa. il riferimento alla filiera corta non è mio, ma di buratti, è appunto dei motivi che lo hanno indotto a questo provvedimento. che io definisco scemo perché non razionale rispetto allo scopo. più chiaro, ora?

        1. …a parte quando il fortemarmino si sposa e deve comprare casa o andare in affitto. e poi gira intorno e va a pietrasanta e anche lì scopre che i prezzi sono rialzati paurosamente.

      1. E quindi?

        (ah scusa, hanno già fatto – più o meno – la stessa obiezione: se si spende di più sul territorio, non è meglio?)

        Buh, a me pare che le motivazioni “economiche” con cui si vorrebbe giustificare un provvedimento protezionista (per non dire razzista) siano piuttosto deboli.
        “Almeno” i leghisti sono xenofobi senza nasconderlo.

        1. certo che sono deboli! e infatti, come ho scritto e riscritto, è un provvedimento stupido e antistorico.
          (quanto all’altra obiezione: può andar bene per chi vende casa, non per chi deve acquistarla)

  8. u. e nucs, io penso – come voi – che sia una pirlata. detto questo, una precisazione: il senso del titolo era un altro. Io vedo una differenza tra il leghista e il lucchese: il primo è razzista, il secondo fa cose sceme (per usare la definizione di nucs).

    Ai posteri il giudizio su cosa sia peggio per un sindaco

  9. La mia teoria e’ che anche un leghista sia scemo, alla fin fine.

    Poi: io trovo che anche Petrini sia un insopportabile reazionario imbevuto di idee antiscientifiche che e’ stato scambiato (significativamente) per un profondo intellettuale…

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