La retorica del corpo estraneo

Repubblica ha intervistato uno dei “neri” (chissà perché chiamarli così, poi?) che sabato hanno devastato Roma. Tra le altre cose, dice:

“Noi non ci siamo nascosti. Il Movimento finge di non conoscerci. Ma sa benissimo chi siamo. E sapeva quello che intendevamo fare. Come lo sapevano gli sbirri. Lo abbiamo annunciato pubblicamente cosa sarebbe stato il nostro 15 ottobre. Ora i “capetti” del Movimento fanno le anime belle. Ma è una favola. Mettiamola così: forse ora saranno costretti finalmente a dire da che parte stanno”.

E così tutta la retorica del corpo estraneo va a farsi benedire. E quindi anche chi ha sfilato con gli indignati “per capire, per ascoltare…” dovrebbe dirci qualche cosa.

A cominciare da quel “da che parte stanno”. Non da quella dei devastatori, e ci mancherebbe altro. Ma dalla parte di chi fa finta di non conoscerli invece sì?

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6 comments

  1. dai Marco! io non so se c’è qualcuno che fa finta di non conoscerli (e non metterei la mano sul fuoco circa la veridicità delle affermazione del “nero”).
    io so, però, che i problemi sollevati da questo movimento, come da altri, sono reali e “ci toccano”, indipendentemente dalle loro proposte. vogliamo girarci dall’altra parte e lasciarne il monopolio agli stronzi?

  2. Pingback: paolos
  3. No Marco, non sono d’accordo.

    Se leggi tutto l’articolo di Repubblica ti rendi conto che questi operano in maniera organizzata, autonoma e massiccia.

    Gli organizzatori della manifestazione forse dovevano denunciare prima, e pubblicamente, nomi e i cognomi dei pericolosi (se li sapevano) e preparare un servizio d’ordine, ma non c’era modo di contenere centinaia di briganti organizzati con un servizio autogestito autonomo.

    La verita’ e’ che questa gente non e’ diversa dagli ultras. Violenza organizzata con evidenti finalita’ eversive che viene lasciata fare, negli stadi come nelle manifestazioni.

    Ed esattamente come il comune tifoso subisce l’ultras, cosi’ il manifestante subisce il mestatore di sommosse. Lo Stato lascia fare, e questo si’ ci chiama ad un correo.

    Perche’ troppo facilmente pensiamo che siano fenomeni di colore, l’uno e l’altro, mentre si tratta di puro crimine. Ma questo ci coinvolge tutti, non solo e non particolarmente i manifestanti.

  4. Cmq, quell’intervista certifica il coma dei nostri servizi d’intelligence. Se il PD fosse meno scemo farebbe sua l’ipotesi di riforma del generale Mini.

  5. grande Champ

    é quello che ho provato ad argomentare sul blog di Civati da due giorni

    la risposta è stata il “bellissimo resoconto fotografico” della giornata

  6. Civati raramente risponde in maniera diretta. E men che meno si esprime chiaramente su un’infinità di temi.

    Ho apprezzato e apprezzo diverse sue battaglie, però è troppo narciso per prendersi più di tante responsabilità. La sua idea è di predicare finché qualcuno gli chiederà il favore di fare da leader. Per lo meno questa è la mia impressione, attualmente.

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