Gori e Mondadori: gli amici “berlusconiani” di Renzi

Mi giungono echi di una polemica lanciata da Il Fatto sugli “amici di Renzi”. Su Linkiesta trovo infatti un articolo di Caldarola in cui si legge:

Marco Travaglio, con la consueta corrosività, ha raccontato le biografie di Giorgio Gori e di Martina Mondadori, neo-sostenitori di Matteo Renzi. Scrive Travaglio che Gori e la Mondadori sono due berlusconiani doc che hanno scoperto in Renzi il nuovo che avanza.

Siamo ad una versione un po’ più rozza della critica delle prime ore: “Renzi è di destra” (critica sulla quale ha detto parole a mio avviso definitive Francesco Costa e a quelle rimando). Qui siamo a “Renzi è amico dei berlusconiani”.

A parte che la risposta giusta a questa osservazione in un paese civile e allergico ai processi sommari e/o alle intenzioni sarebbe “e con ciò?”; a parte questo, dicevo, la cosa che più mi fa sorridere è che l’assunto di principio è falso. E lo so per certo perché ho avuto il piacere di conoscere entrambi (Gori e Mondadori) in tempi non sospetti, quando Renzi ancora nessuno sapeva chi fosse (e nemmeno loro, probabilmente).

Gori l’ho conosciuto in un seminario a porte chiuse organizzato dal Pds di Milano. Confido nella magnanimità di Travaglio e poi son passati una quindicina d’anni: il reato è prescritto. Non ricordo il tema (è passato molto tempo), ma ricordo benissimo la sua presenza attenta e costruttiva nei gruppi di lavoro. E – pensate – all’epoca lavorava già per Berlusconi. Nessuno di noi però guardava con sospetto o acrimonia alla cosa. Anzi: ci sembrava l’ulteriore prova che Berlusconi non fosse esattamente la soluzione migliore per i problemi del Paese.

Martina Mondadori invece è una conoscenza più recente. Era il 2007: Primarie del Partito Democratico. Insomma, una fondatrice del Pd, come tutti quelli che ora storcono il naso.

La cosa che più mi fa sorridere è che l’assunto è falso. La cosa che più mi fa incazzare invece è che tutti se lo bevono solo perché lo ha detto Travaglio.

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2 comments

  1. Le critiche di Travaglio lasciano il tempo che trovano, avendo fondatezza più o meno simile a quella delle lamentele di Mazzarri sugli arbitri.
    Ciò che mi preoccupa è in generale l’atteggiamento quasi da “caccia all’uomo” che si è creato intorno alla figura di Renzi.
    E’ incredibile come in un momento storico in cui il PD (o comunque il centro-sinistra) dovrebbe raccogliere le forze e prepararsi al meglio alla nuova fase politica che sta per aprirsi, il messaggio che i suoi esponenti (di ogni “corrente”, eh, compreso Renzi) stanno dando agli elettori è: ci mettiamo a litigare tra di noi.

  2. Giorgio Gori è un bravissimo produttore televisivo e Magnolia una delle più belle realtà industriali di un settore piuttosto asfittico. Giorgio Gori ha una storia che nessun Travaglio può disconoscere. Non conosco le sue idee politiche, ma conosco tante persone che lavorano a Mediaset, mantenendo intatti i loro ideali. Io stesso ho passato a Mediaset 6 mesi fra i più interessanti professionalmente parlando della mia vita.
    Detto questo me ne frego se renzi piacesse anche a Marina berlusconi (al padre sappiamo già che piace), mi interessa se Renzi ha qualcosa da dire al paese di nuovo. Per ora no, in questo sì: è molto berlusconiano.

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