C’è liberal e Liberal

Tempo fa, non ricordo in quale occasione, Enzo Bianco diramò un comunicato per segnalare che i giornali non avrebbero dovuto parlare di area dei liberal del PD riferendosi a chi ha idee liberali, in quanto esiste un’area “ufficiale” del PD – la sua, appunto – che si chiama LiberalPD e quindi potevano indurre il lettore in confusione.

Dopo il capolavoro politico di ieri dei LiberalPD di Bianco, credo che tutti i liberal del PD dovrebbero diramare analoga comunicazione. A tutela della loro onorabilità, disciamo.

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8 comments

  1. Io mi sento liberal perchè provengo dall’area amendoliana nel PCI e nel raggruppamento Riformista/Migliorista di “Per una sinistra di governo” con Chiaromonte, Napolitano, Lama, Macaluso, Pellicani ecc. ecc. Ma, oltre a G.Bianco, mi sapreste dire cosa c’entrano Veltroni e Fioroni con i liberal?
    Secondo me sono molto più liberal Bersani e D’Alema rispetto a V.eF.
    Ciao.
    Marino Chiozzotto Venezia

        1. e chi ha parlato di veltroni e fioroni? quanto a d’alema non so: quale d’alema? quello ricordato qui certamente è tra i più liberal di tutti, ma oggi?

    1. Caro Marino,

      dopo aver letto il tuo commento non posso esimermi da una precisazione che credo sia difficilmente smentibile, almeno da chi conosca le vicende politiche del nostro paese. Il filone politico-culturale liberal, per come si è sviluppato in Italia nel corso del ‘900, non ha niente a che vedere con Giorgio Amendola, Chiaromonte, Napolitano, Lama e Pellicani, tutti esponenti più o meno organici alla corrente migliorista del PCI. Il filone democratico-liberale, al quale si fa comunemente riferimento quando ci si riferisce ai liberal italiani (prescindendo da chi si definisca così oggi), ha invece molto a che vedere con Giovanni Amendola (padre di Giorgio) che è stato uno dei maestri di Ugo La Malfa che, insieme a Ferruccio Parri e a tutto il gruppo di tradizione non socialista del Partito d’Azione, agli amici del Mondo di Pannunzio e ad altri che per ragioni di spazio non elenco ora, ha avviato e guidato questa corrente di pensiero. Chiudo ricordandoti che nel corso della propria lunga battaglia politica, informata dal costante tentativo di modernizzazione della sinistra italiana, Ugo La Malfa è stato più volte attaccato da esponenti del PCI, fra i quali il “riformista” Giorgio Amendola che negli anni ’50 e ’60 era un nemico giurato delle socialdemocrazie nord europee.

      Ciao
      David

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