Doppio standard: la malattia senile della sinistra indignata

Ieri Bagnasco ha detto molte cose. Ne cito dall’articolo di Repubblica alcune in ordine sparso.

Ha attaccato la speculazione, quei “coaguli internazionali talmente potenti e senza scrupoli da rendere la politica sempre più debole e compromessa”. Ha criticato i grandi della terra perché non riescono a imbrigliare le degenerazioni della finanza.

Ha incoraggiato il governo, definito un “esecutivo di buona volontà, autonomo non dalla politica ma dalle complicazioni ed esaperazioni di essa”. Ha detto che il Paese è bloccato e le riforme servono. Ha chiesto equità nelle misure economiche. Ha sferzato i partiti a “riscattarsi”.

Ma è entrato anche pesantemente nel merito delle politiche del governo. Ha attaccato l’apertura domenicale dei negozi. Ha spinto per l’approvazione in tempi brevi di una legge sulla cittadinanza per i nati in Italia. Ha chiesto lotta dura (“un’azione di contrasto seria, efficace, inesorabile”) contro l’evasione, definita (e non è la prima volta) “un peccato”. Ha detto la sua sulla delicata questione dell’esenzione ICI-IMU per i beni della Chiesa.

Dimostrandosi attento al dibattito politico, non ha esitato a ricordare l’incontro di Todi e intervenire sulla presunta ricostituzione della Democrazia Cristiana. Come non è mancata quella che molti vorranno leggere come un’autocritica su Berlusconi: “Ci si è adoperati perché la presenza dei cristiani, nella politica e nell’economia risultasse incisiva, e forse non ci si è altrettanto preoccupati della solidità della loro fede”.

Siamo perciò di fronte all’ennesima ingerenza – e a tutto campo – della Chiesa nelle vicende italiche e internazionali. Ripeto quindi la domanda: com’è che non vedo sui socialcosi protesta e indignazione? Com’è che non è ancora uscito il commento di Odifreddi?

Sarà perché ha per lo più detto cose “di sinistra”? Evidentemente si applica un doppio standard. Che non è mai una bella cosa.

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4 comments

  1. La chiesa ha ammesso di avere sponsorizzato e aiutato alcuni cattolici a prevalere su altri nella competizione politica. Ha ammesso che chi ha vinto non aveva una buona fede. Dice che il governo si muove nella direzione giusta, anche se qualche provvedimento non gli piace. Aiutiamo il cardinale Bagnasco a ricordare che non è la prima volta che sceglie le persone e le politiche sbagliate, he i loro errori li pagano i cittadini, e che sbagliare per sbagliare, lo sappiamo fare da soli benissimo.

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