La vera storia dei bambini clandestini

Certo che questa Giunta Pisapia è proprio un vero disastro! Prima il Sindaco afferma che il dovere del Comune è aiutare tutte le famiglie in difficoltà ed estende alle coppie non sposate la possibilità di accedere al fondo anticrisi e adesso la scelta di non richiedere il permesso di soggiorno per iscriversi al Nido: i bambini – ha spiegato il Vive Sindaco Maria Grazia Guida – hanno dei diritti a prescindere dal fatto che i padri abbiano il permesso di soggiorno o meno.

Ovviamente entrambe le decisioni hanno scatenato la reazione critica di alcuni. Sul fondo anticrisi ha già detto tutto a suo tempo Andrea Sarubbi con la sua replica ad Avvenire, vorrei fare un po’ di chiarezza su cosa sta avvenendo per i nidi, a partire da un po’ di cronistoria.

Un tempo non si chiedeva il permesso per iscriversi e – dalle materne in su – questo principio sacrosanto era sancito da una norma dello Stato, voluta dal Ministro Berlinguer e mai modificata. Norma alla quale devono sottostare tutte le scuole non statali che vogliono far parte del sistema pubblico; tra queste quindi anche quelle comunali (che statali non sono, appunto).

Poi a Milano è arrivata la Moratti (la Moratti Sindaco, non quella Ministro che si è ben guardata dal toccare la norma suddetta) e ha deciso di richiedere il requisito della residenza (impossibile richiederla per gli stranieri senza permesso) all’atto dell’iscrizione, sia alle materne che al nido. Escludendo così non solo i figli di “clandestini”, ma anche tutti i non residenti per i più svariati motivi (ad esempio i figli delle ragazze madri ospitate nelle comunità).

Sulle materne Moratti è tornata indietro. Non tanto – come dice Il Fatto – grazie ad un giudice, ma grazie alle minacce dell’allora Ministro Fioroni di applicare la tanto vituperata  (a sinistra) Legge di parità ed escludere il Comune di Milano dal sistema pubblico di istruzione e formazione e quindi dall’erogazione dei fondi ad esso destinati.

Nulla ha fatto però l’ex Sindaco sui nidi, è lecito pensare proprio perché non toccati dalla Legge di parità. Oggi è l’Assessore Guida a chiudere la ferita rimasta aperta, estendendo anche ai più piccoli i diritti ai quali hanno già diritto i loro fratelli maggiori e sanando una situazione imbarazzante anche per il Comune stesso, che applicava – fino a ieri – regole e principi diversi a seconda del tipo di servizio, solo perché altrimenti ci avrebbe rimesso il contributo statale.

Dunque un atto meritorio, che solo una persona e un partito in mala fede possono utilizzare per fini di propaganda politica, magari al grido di “così si incoraggia la clandestinità”. Ma certamente nessuno si è abbassato a tanto, vero On. Salvini?

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