Gli uomini sono animali dotati di parola, ma si trasmettono esperienze meglio col silenzio

Un post di qualche giorno fa di Andrea Sarubbi aveva suscitato un piccolo dibattito in rete. Andrea aveva invitato tutti a riflettere sul fatto che quando ci sono di mezzo vite umane gli appelli a far rumore, parlarne non sempre sono gli atti più opportuni. Il riferimento era ovviamente al rapimento di Rossella Urru e ai numerosi appelli e cancelletti e chioccioline che sono fioriti sui social più in voga.

Molti hanno polemizzato con lui o con chi sosteneva questa tesi, così in controtendenza e apparentemente anti-moderna. Nelle ore in cui sembrava che Rossella Urru fosse stata liberata (ovviamente spero sia così, ma al momento non ci sono conferme) si è arrivati al corollario di questo approccio: persone che sfottevano la Farnesina per essersi “fatta bruciare la notizia da Al Jazeera” (testuale).

Queste ore di angoscia, che mi auguro con tutto il cuore terminino il più presto possibile, ci confermano quanto sia meglio lasciar lavorare (in silenzio se serve) chi ha la competenza e l’addestramento necessari.

La frase che dà il titolo di questo post è un omaggio ad un grande scrittore.

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