La lezione di Macaluso

Ho già espresso ieri – in un post semiserio – i miei auguri alla redazione del Riformista. Se ci torno oggi è perché ho letto l’editoriale di Emanuele Macaluso di replica alle parole durissime che gli ha rivolto il suo CdR.

Premessa numero uno. Politicamente Macaluso è tra le persone più lontane da me. Il suo giornale non lo compro e non mi piace; raramente lo leggo, nonostante ci scrivano persone che stimo e giornalisti molto in gamba: se di un giornale come quello non condividi la linea politica va da sè che leggerlo è insensato. Premessa numero due. Non so chi abbia ragione nella disputa tra CdR e proprietà sui “conti veri”. Ognuno si farà un’opinione propria se vorrà: qui non si parteggia per nessuno.

Detto questo, segnalo l’editoriale di oggi di Macaluso perché è semplicemente perfetto. Risponde ai colpi bassi con stile e precisione, dimostrando nel concreto cosa sia la serietà e anche un po’ di sano mestiere. In particolare segnalo la conclusione, quella dove risponde all’unica accusa circostanziata che gli è stata rivolta, quella di voler chiudere senza ragione. La segnalo perché è una riflessione che potrà venire utile in futuro. Parlando non solo di editoria, ma più in generale del noto problema del rapporto tra “padroni” e “lavoratori”.

Le certezze sulla possibilità di continuare non vanno affermate solo in una conferenza stampa, ma, nel concreto: gestendo il giornale e quindi trovando i mezzi per pagare quotidianamente tipografia, carta, stipendi ecc. […] Quindi se De Angelis e altri redattori pensano che è possibile andare avanti, non occorre occupare i locali dove già sono. Basta assumere la guida della cooperativa e del giornale. Tutto qui.

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One comment

  1. Stiamo discutendo di un giornale che dovrebbe essere (o doveva essere) un punto di riferimento per i riformisti italiani contemporanei e si ritrova, anno di grazia 2012, con un direttore che è stato nel PCI, quando noi eravamo ancora nel grembo delle nostre rispettive madri.
    Basterebbe questo controsenso a spiegare una delle tante anomalie del giornalismo italiano con giornaletti che vendono un decimo degli abbonanti dell’eco di Sant Antonio e pretendono di restare in edicola.
    Vale per il riformista, il manifesto e quant’altro. Varrebbe anche per Il foglio del ciccio liberal. Ma questo nessuno lo dice nessuno perché il foglio è fico e trasversale. (lo so,sono andato OT e fieramente lo rivendico come direbbe la Santanché)

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