Mai più una TV a 5 Stelle?

Quella appena conclusa è stata la settimana dell’arrivo in TV del Movimento 5 Stelle. Sono iniziati a piovere inviti e loro giustamente ci sono andati. Nel mio piccolo sono stato spettatore (e microscopico co-protagonista) di una di queste uscite. I miei venticinque lettori più fedeli lo sanno: quest’anno sono ospite semi fisso a L’ultima Parola su RAI 2 il venerdì notte e ieri i protagonisti erano loro, i grillini.

Gianluigi Paragone ha avuto un’idea splendida: mettere loro al centro dell’arena. Farli scendere dalle gradinate e portarli sulle sedie dei protagonisti. E noi sulle gradinate assieme a onorevoli e portavoce degli industriali a stuzzicarli come facciamo di solito con i politici “veri”. Il mio commento l’ho fatto ieri in trasmissione e altrove: alla prova dei fatti non sono tanto diversi dai politici “veri”.

Al minuto 54′ della trasmissione iniziano a parlare: giudicate voi. Il primo a colpire è il Sindaco di Varese che dopo il primo intervento commenta perfido: “bisogna lasciarli parlare molto per fargli perdere credibilità”.

Alla fine della trasmissione molti di loro si sono resi conto di non aver fatto una gran bella figura (in realtà un paio secondo me sono bravi) e si mostravano preoccupati. Noi tutti a tranquillizzarli e a dire loro che col tempo avrebbero imparato, che era la prima volta o quasi, che magari metterli tutti insieme poteva svantaggiarli, dato che si contraddicevano spesso. Lo stesso Paragone ha annunciato in trasmissione che li avrebbe invitati altre volte, mettendone magari uno solo insieme agli altri, con pari dignità, come si confà ad un movimento che alcuni sondaggi danno oltre il 7%.

Invece forse non sarà così, non ci sarà una seconda occasione: Grillo, il padre-padrone del Movimento ha sentenziato: la rivoluzione non sarà televisiva. E sembra quasi riferirsi a L’Ultima Parola quando scrive:

Passare dal palco dei cittadini al trespolo del politico sotto i riflettori in un talk show è un’involuzione del MoVimento 5 Stelle, non un passo avanti.

Una vera sconfessione. Sarà interessante vedere gli effetti di questo commento di quello che in teoria sarebbe solo il “garante”, il “testimonial” del movimento (così dicono) e non il leader; vedremo – dicevo – se il commento si trasformerà in un veto che questi eletti dal popolo (questo sono chi ieri era in TV: consiglieri comunali e regionali) saranno disposti ad accettare, svelando così anche chi comanda veramente in M5S: la Rete o il Capo.

Perché un richiamo così forte a non andare in TV?

Ogni volta che parlano Bersani e Casini c’è uno spostamento di voti verso il MoVimento 5 Stelle, ogni volta che un esponente del M5S si fa ingabbiare in un talk show questi voti ritornano ai partiti.

Così ha scritto il sedicente testimonial, dimostrando una sfiducia enorme verso i suoi “figli”. Dimostrando per paradosso di dare ragione proprio al commento perfido del Sindaco Fontana, ma tradendo anche qualcosa di peggio. Gli eletti e i militanti devono restare sotto la sua ala protettrice, dietro la sua ombra: non possono provare a camminare – e magari a inciampare – con le loro gambe. Come il peggiore dei padri. O, peggio, come il santone di una setta.

Ironia della sorte, la reazione del ragazzo di M5S alle parole di Fontana era stata: “voi siete già spariti, poi vediamo gli altri”. E invece a sparire, almeno dalla TV, rischia di essere lui.

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