Salvate il soldato Raciti

Fausto Raciti, neoconfermato segretario dei Giovani Democratici, è intervenuto sul tema del finanziamento ai partiti. Lo ha fatto (e questa – perdonatemi la franchezza – è davvero una caduta di stile) nella sezione del sito PD dedicata alla commemorazione del 25 Aprile.

Voler mettere in relazione il sangue dei partigiani con i soldi ai partiti è emblematico di quella retorica di cui parla anche Antonello, alla quale purtroppo alcuni dirigenti del mio partito non riescono a sottrarsi. Farsi scudo della Resistenza per difendere l’indifendibile rischia tra l’altro di gettare discredito anche su quella che è stata una delle pagine più alte della nostra storia. Fermatevi, finché siete in tempo! Almeno i miti fondativi preservateli: servono a creare il senso di una appartenenza comune.

Ma non voglio essere io quello che pecca di moralismo e resto al tema. Scrive Raciti:

Chi ci spiega che il problema è il finanziamento pubblico ai partiti, omette di spiegare che in un sistema bancocentrico come quello italiano, mettere la politica organizzata in mano ai privati equivale a dare un colpo mortale alla possibilità dei partiti di dare voce agli interessi dei più deboli, cioè di quelli che della politica e della sinistra hanno più bisogno.

Per non tediare il lettore, stendo un velo pietoso su “sistema bancocentrico” e su questa idea molto ottocentesca (nel Novecento la sinistra – almeno quella occidentale – era già oltre questa concezione) che il privato è bbrrutto (cit.) e vado oltre. Come fa una persona avvezza alla politica come Raciti a non rendersi conto che l’obiezione alla sua tesi è la più semplice possibile? Usciamo da un’epoca nella quale i partiti ricevono e hanno ricevuto la più grossa mole di finanziamento pubblico di cui abbiano mai goduto. Paccate di milioni di Euro. E questa epoca come passerà alla storia? Come quella in cui ha dominato il berlusconismo e Berlusconi, l’uomo più ricco d’Italia. Il finanziamento pubblico oggi è in crisi anche per questo, caro Fausto. Per le malefatte di alcuni, per l’incapacità di molti di risolvere i problemi che ci affliggono, per la scarsa credibilità di cui tutti noi che facciamo politica godiamo presso l’opinione pubblica. Ma anche perché si è dimostrato nei fatti che il finanziamento non ha impedito nè la corruzione nè un forte aumento del peso dei “privati”. E che privato! Il più privato di tutti.

Per fortuna – anche se con un certo ritardo, come nota Pippo – Bersani ha deciso di tenere una posizione più articolata (e non troppo diversa da quella proposta oggi su qdR dall’ottimo Fasano), proponendo tra l’altro:

Il dimezzamento da subito, rispetto all’anno scorso, dell’ammontare complessivo del finanziamento pubblico ai partiti costruendo un sistema basato su due pilastri, secondo il modello tedesco: 1) un contributo fisso relativo al numero dei voti; 2) un’agevolazione o una compartecipazione pubblica commisurata in base all’entità del finanziamento privato raccolto da ciascun partito.

Alla luce di questa posizione la conclusione di Raciti fa perfino tenerezza, quanto a scarso tempismo:

Chi non accetta che la democrazia abbia dei costi o è in malafede o non ricorda quanto ha pagato l’Italia, e a prezzo di sangue, 67 anni fa.

A quale delle due posizioni apparterrebbe il Segretario, che propone il dimezzamento? Che non ricordi (seppure a metà) il “prezzo di sangue” tenderei ad escluderlo, vista anche la sua storia personale. In malafede, seppure a metà? Non scherziamo. Più banalmente tenderei a pensare che è Raciti quello che si è sbagliato. Almeno a metà.

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8 comments

  1. Non vogliamo che raciti spenda un solo euro per la sua campagna elettorale. Non vogliamo altrettanto, che i nostri soldi servano a pagare gli stipendi a quel sottobosco formato da funzionari dei partiti che ingombrano le sedi del Pd in tutta italia. I rimborsi elettorali sono stimati in 50 centesimi a cittadino. I partiti, attualmente, prendono 10 euro a cittadini! Tranquillo Raciti….non diventerai povero!

  2. Campione, la risposta di Bersani è quella di modificare i finanziamenti ai partiti e di attuare seriamente l’articolo 49 della Costituzione.
    Raciti non penso abbia alcuna obiezione da muovergli, dato che i GD avevano iniziato una campagna firme per una proposta di legge popolare (che il PD ha fatto propria -DOPO) a riguardo.
    Tra l’altro non mi risulta che Bersani abbia proposto di cancellare il finanziamento pubblico, quindi sì, anche il Segretario sa bene che “la democrazia ha dei costi”.
    Prima obiezione smontata, dunque.

    Per smontare la seconda obiezione, basterà citare Giovanni Fontana (che non mi risulta essere un barbudos fassiniano dalemasessuale, correggimi se sbaglio: scrive pure su QdR, per dire).
    Fontana scrive: “Chi dice «ma siamo già in mano alle lobby!» [o, aggiungo io, “ma il ricchissimo Berlusconi ha governato per anni nonostante ciò!”] non si rende conto che il suo è un argomento per più finanziamento pubblico ai partiti, non meno”.

    1. 1. Bersani ha proposto di cancellare “solo” metà finanziamento, come ho scritto
      2. è consentito dissentire da Fontana?
      quanto al senso generale del mio intervento: se vuoi negare che l’uscita sacrosanta seppur tardiva del Segretario Bersani va in una direzione diversa (almeno a metà, disciamo) da quella di Raciti, fai pure.

      1. 1)Non va in una direzione diversa: va nella stessa direzione. I GD di Raciti hanno fatto una campagna per una proposta di legge popolare analoga. Uno o due anni fa. Prima del partito, e prima che lagggente si svegliasse e si rendesse conto che questo era un problema.
        La proposta di ridurre i finanziamenti Bersani l’ha fatta proprio per evitare il cancellamento dei finanziamenti ai partiti. E proprio perché la democrazia ha dei costi.

        2)Sì, è consentito dissentire da quel che dice Fontana. Ma il fatto che a dirlo sia uno al quale non puoi attaccare l’etichetta del racitiano può spingerti a riflettere, se non altro. Per il resto, la sua argomentazione mi sembra più che valida.

        1. io non sono contro il finanziamento ai partiti. se leggessi prima di commentare…
          quanto al fatto che ascolterei con orecchio diverso se a parlare è uno che la pensa come me oppure diversamente, questa stessa discussione dimostra che non è così, non ti pare? mi devi aver confuso con qualcun altro.

  3. Intanto si dibatte, si propone, si auspica…e non sta cambiando nulla. Troppo tardi, ancora un poco e si accorgeranno che non c’è più credibilità né soldi. Per nessuno!

  4. Dato che non posso replicare sotto la replica, Campione, continuo qui. Da uno che definisce il proprio blog “intellettualmente onesto” mi aspetterei che non si mettessero in bocca agli altri parole mai dette -e che non c’entrano-. Dove ho detto che “sei contro il finanziamento pubblico ai partiti”?
    Io commento semplicemente quel che leggo. Hai detto che Bersani la pensa diversamente da Raciti sui costi della politica. Io ho fatto notare come, al contrario, diminuire-per-non-cancellarli (e mettere tetti, e accettare la proposta dei GD Racitiani sull’attuazione dell’Art. 49 della Costituzione) segua la sua stessa linea, e parta dallo stesso assunto che la politica abbia dei costi.

    La seconda obiezione resta valida a prescindere “da che parte stia” colui che l’ha prodotta: il fatto che Berlusconi e lobby ci fossero anche contro il finanziamento pubblico è un’ulteriore argomentazione A FAVORE del finanziamento pubblico.

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