Le contestazioni del 25 Aprile

Della mancata presenza al corteo del 25 Aprile a Roma di Alemanno e Polverini so praticamente solo ciò che ha detto il TG nazionale: non sono andati perché hanno accettato la richiesta dell’ANPI e delle Forze dell’Ordine; per evitare – si è detto – contestazioni se non tafferugli e disordini.

Prendiamola per buona a metà, visto che le dichiarazioni degli esponenti ANPI ,quelle della vigilia e quelle successive alla polemica, in parte si contraddicono: “il direttivo provinciale dell’ANPI di Roma ha deciso che non inviterà né il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, né la presidente della Regione Lazio, Renata Polverini”; “Posso assicurare alla presidente, anche se in ritardo, che non ci sarebbe stato alcun problema nella parte del corteo da noi gestita”. La richiesta dall’ANPI posso anche comprenderla: serviva a impedire che oggi si parlasse solo di contestazioni (invece si parla della chiusura o meno dei negozi, ma questo è un altro problema).

Forse a Roma sono meno abituati a governanti di centrodestra, ma stando a Milano io lo sono un po’ di più: sui fischi alla Moratti di un 25 Aprile la Signora ci ha costruito un pezzo importante del successo della campagna elettorale sul filo di lana contro Ferrante. Negli anni successivi invece non è più venuta, se non ricordo male. E giustamente ogni volta che non è venuta a portare la fascia tricolore fu… contestata (la contraddizione è in seno al Popolo diceva quello). In compenso viene sempre a prendersi la sua dose di fischi il Presidente della Provincia Podestà (PDL). E così è avvenuto anche ieri.

Se a Milano non dovessero partecipare tutti quelli contestati almeno una volta, avremmo un corteo assai spoglio: a cominciare dai partiti non di estrema sinistra (perfino i DS furono contestati un anno, non ricordo più perché), ma anche – cosa ancor più grave  – la Brigata Ebraica.

Mi rendo conto che Polverini non è Moratti, che la storia di Alemanno non è – nonostante il cognome – quella di Podestà. Ma a me sembra comunque una brutta notizia. Non tanto il mancato invito (cosa fa, Signor Alemanno, se la tira?) ma il fatto che qualcuno abbia esultato. Cosa c’è da esultare per l’assenza delle Istituzioni dal 25 Aprile? Pensano forse che Alemanno sia dispiaciuto di avere una scusa per non dover “giustificare” con alcuni suoi elettori la presenza al corteo? Il punto è che i “fischianti” la considerano evidentemente una loro vittoria. Persone piccole che si accontentano di poco questi contestatori abituali. Persone che non vogliono che il 25 Aprile sia quello che ormai finalmente è: una festa di tutta la Nazione.

Secondo le cronache, il mio Sindaco, Giuliano Pisapia, avrebbe commentato i fischi a Podestà con un laconico “le contestazioni non servono”. Concordo. Ma attenzione: le contestazioni non servono se chi le riceve non ne approfitta per fare il martire e se non la si dà vinta a chi contesta.

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