I compiti a casa al tempo di Wikipedia

Grazie al lavoro che faccio, alle ragioni connesse alla mia attività politica, alle donne delle quali mi è capitato di innamorarmi, mi accade spesso di avere a che fare con insegnanti. Una discussione che prima o poi capita sempre di fare è quella che potremmo intitolare “I compiti a casa al tempo di Wikipedia”. Dove con Wikipedia si intende ogni fonte su Internet.

Il punto di partenza potete immaginarlo: i ragazzi copiano da Wikipedia e non so come fare. A questo punto della discussione i docenti si dividono in tre categorie: quelli che cercano il modo per “vietare” ricerche wiki, quelli che fanno finta di non accorgersene (o quelli che non se ne accorgono) e quelli che provano a ragionarci su. Da queste discussioni e grazie al contributo dei molti docenti che appartengono alla terza categoria mi sono formato una convinzione: compito della scuola dovrebbe essere anche quello di insegnare a padroneggiare lo strumento Wikipedia in generale e per le ricerche in particolare.

Mi sono fatto persuaso, come direbbe quello, che c’è una prateria di argomenti e spunti a disposizione di docenti che ne avessero voglia. A cominciare dalla questione delle questioni: il riconoscimento, la classificazione e la valutazione (in termini di validità e accuratezza) delle fonti. E che con questo taglio sarebbe gestibile la cosa che più spaventa i docenti meno disposti a mettersi in discussione: la paura di (o il fastidio per) essere presi per i fondelli dai loro alunni. Ed eccomi – a questo punto della chiacchierata – a suggerire ai miei interlocutori la prima cosa da dire ai ragazzi: voi non siete più furbi di me. Come quando io copiavo dall’enciclopedia e il professore mi sgamava (quasi) sempre (soprattutto quando copiavo male, ché – com’è noto – bisogna essere capaci), io vi sgamerò quando copierete (male) da internet. In fondo basta una ricerca su google per ogni frase sospetta. E via a spiegare…

Insomma: ho la ragionevole certezza che un bravo insegnante non dovrebbe aver paura di Wikipedia, di Google e di tutto l’ambaradam (cit.). A patto ovviamente che domini tutto questo più dei suoi studenti.

Oggi però le mie certezze un po’ hanno vacillato: non credevo che si potesse arrivare a tanto.

Annunci

Un pensiero riguardo “I compiti a casa al tempo di Wikipedia

  1. Ecco, bravo. Ma ad un insegnante che lavori cosi’ farebbe comodo un contesto che stimolasse, invece di deprimere, l’attivita’ ragionativa.
    Io gia’ adesso, in uno scientifico, e complici gli smart phones, faccio dei compiti in cui i ragazzi DEVONO usare wikipedia o simili (mi sto sfacciatamente qualificando come bravo insegnante…lo so). Poi cerco di immaginarmi gli esami di stato, in cui potrebbe capitare, ed e’ pure molto probabile, un parruccone che vuole semplicemente sentirsi ripetere le stesse cose che gia’ ci dicevamo dai tempi di Noe’, e mi viene l’angoscia di non aver insufflato dentro di loro abbastanza nozioni.
    E quel che e’ peggio…i ragazzi vogliono che vengano loro richieste solo e semplicemente nozioni, perche’ ragionare li spaventa, e perche’ e’ piu’ comodo imbrogliare, e cavarsela alla svelta.
    Ma imparare a memoria una pagina di un libro e ripeterla su un foglio con qualche parola cambiata, non e’ solo una maniera piu’ faticosa di copiare?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...