Grillo coglie un malessere? Vero, ma ciò non toglie che sia poco democratico

Se ne dicono molte sul MoVimento di Beppe Grillo (a proposito, pare sia proprio suo: nel senso che gli appartiene). Oggi ad esempio sentivo un commentatore in radio che lo paragonava alle tante liste civiche che si candidano alle Amministrative e che quindi si sgonfierà alle Politiche. E magari lo pagano pure per dire certe stupidaggini… M5S è esattamente il contrario della lista civica, dato – ad esempio – che i programmi dei candidati sindaco sono pressoché identici in ogni comune.

La seconda che si dice in giro è che sia un fenomeno simile a quello della Lega. Io su questo non sono d’accordo: penso piuttosto che siano simili le reazioni al suo exploit. All’epoca alcuni reagirono con sdegno alle parole d’ordine leghiste, soprattutto quelle più deteriori (il razzismo verso i meridionali e la xenofobia, il localismo esasperato, l’incitamento alla rivolta fiscale), altri cercando di cogliere in quelle istanze ciò che c’era di “buono”. Concedendo – questi ultimi – un po’ di benevolenza sia sul rigore e sostenibilità di certe proposte, sia sulla portata antidemocratica di certe rivendicazioni.

L’atteggiamento dei primi, tutto di chiusura, è servito solo a rafforzare quei movimenti. Ma l’atteggiamento dei secondi, eccessivamente assolutorio ci ha portato dove ci ha portato. Io non ho mai obiettato (e non obietto oggi a chi dice le stesse cose di Grillo) che non fosse vero l’assunto: “coglie un malessere”, “dice anche cose giuste”. Dico però che bisogna avere la forza e la capacità di fare due operazioni faticose, ma necessarie per evitare danni ulteriori alla nostra povera democrazia. E per non ritrovarci tra qualche anno a piangere. Sul latte versato.

La prima cosa da fare è evitare di dire “dice anche cose giuste” solo per dare un contentino agli elettori grillini (e ieri leghisti o forzitalioti); riuscire a dire cosa si condivide e cosa no. La famosa prevalenza del merito delle questioni, che i miei venticinque lettori sanno bene quanto mi stia a cuore. Che poi è soprattutto una forma di rispetto: solo ai bambini e agli stolti si dice sempre di sì per non contrariarli.

La seconda operazione è separare queste considerazioni sul contenuto dal giudizio sul contenitore. A volte si è restii nel dire alcune cose per timore di non contrariare quell’elettorato. Proprio come avveniva con Lega e Forza Italia. Quando dico che M5S non è democratico e che Grillo ha l’espulsione facile o quando sfotto i grillini perché si offendono se qualcuno li chiama così, ma poi da tali si comportano, di solito la reazione critica è: “li sottovaluti”, “li temi”, non capisci un cazzo”… a seconda di chi la dà (e del grado di amicizia nei miei confronti). Io rivendico invece il diritto di non sottovalutare un fenomeno, di prendere per buone le cose che dicono i suoi esponenti (nel senso detto sopra: giudicandole bene o male a seconda dei casi), ma al contempo sentendomi libero di sottolinearne contraddizioni e soprattutto quegli atteggiamenti che mi sembrano preoccupanti o – come nel caso del post di ieri – che rischiano di perpetuare una visione proprietaria della politica.

Siete capaci di rispondere – nel primo e nel secondo caso – nel merito delle critiche? Magari riuscirete a convincermi che ho torto.

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2 comments

  1. non ho sentito il tizio alla radio.
    secondo me, però, c’è un’analogia forte tra liste civiche e M5S. ossia, che tanti cittadini con il loro voto a una lista civica hanno espresso un disagio nei confronti dei partiti.
    un voto di protesta anche quello, insomma.
    bisognerebbe fare un’analisi dei flussi, ma se penso alla mia città – dove la lista civica ha raggiunto il 14% grazie a gente già candidata nel pd o con personaggi sponsorizzati da ex consiglieri comunali del pd e i voti son esattamente quelli che cinque anni fa presero questi personaggi – direi che più che sottrarre voti al centrodestra o all’astensionismo, queste liste civiche hanno attinto al serbatoio elettorale di pd, sel e idv e lo hanno potuto fare proprio grazie al vento antipartitico che soffia in questo periodo.

  2. siccome mi sento nel mio piccolo chiamato in causa, ti rispondo:
    1) i grillini alcune cose giuste le dicono. SE tu no riesce a coglierle (ecco perché tiravo fuori il paragone con la prima lega o l’idv) è perché per te certe battaglie non sono prioritarie nell’agenda politica. Mi riferisco, ad esempio, alla richiesta di moralità che periodicamente riesce fuori. Spesso voi la chiamate giustizialismo, ma nei fatti è un grave problema irrisolto: e non so a quanti Lusi e Penati dobbiamo arrivare perché si ritorni a valutare quello che diceva Enrico Berlinguer con molta chiarezza.
    2) Fai bene a giudicarli e a denunciarne gli eccessi, chi dice il contrario. Ma quello che cercavo per esempio di dire nel mio modesto post è che rispetto a questi movimenti di pancia e di piazza, la risposta di voi “liberal” (permettimi la semplificazione) è sempre quella di Manzoni di fronte alla “folla”. Un atteggiamento sprezzante e snobistico (“d’alemiano”, scusa l’insulto) che poco ha a che vedere con l’analisi e molto con quella demonizzazione dell’avversario, sui cui “scassavate le balle” quando si trattava di berlusconi e che invece per i movimenti di Grillo e di pietro sembra non valere.
    Io non dico come faceva D’Alema per ingraziarsi la lega: i grillini sono una costola della sinistra. Sto a quanto ho letto dagli analisisti: il grillismo intercetta anche una parte di elettorato deluso del PD. E’ un fatto, non un opinione.

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