Un bluff, un modo per uscire dall’angolo

Oggi NUCS ha scritto un lungo e argomentato post per concludere con una domanda, immagino retorica:

Se Berlusconi quando ha avanzato la sua proposta era davvero convinto di quel che stava dicendo, qualcuno l’ha avvertito che tutto ‘sto lavoro andrebbe fatto entro [dieci mesi]?

Ho grassettato quel “Se Berlusconi era davvero convinto” perché credo che in fondo tutto quel lungo post era finalizzato ad avvalorare quel “se”. Che è poi quello che abbiamo pensato in molti: è solo un bluff, una mossa per uscire dall’angolo. Una mossa spregiudicata, azzardata, come quelle a cui ci aveva abituato il Berlusconi dei “bei” (per lui) tempi andati.

L’azzardo in questo caso sta nel piccolo particolare che il Pdl ha fatto propria una proposta che è sempre stata del Pd (in particolare quella sulla Legge elettorale a doppio turno). Un partito normale di fronte all’avversario che sposa le sue proposte farebbe di tutto per capitalizzare il consenso per questa innegabile vittoria e portare a casa la riforma auspicata. Il Pd invece denuncia come questo sia solo un bluff, un modo per uscire nell’angolo.

Rispondo quindi a NUCS, ma il ragionamento vale per i molti di cui ho letto commenti concentrati solo sugli aspetti formali (perché nel merito, come si è detto, purtroppo non si può contestare nulla: erano, almeno fino a poco tempo fa, le nostre proposte). Sono un sacco di articoli della Costituzione da cambiare, si dice; servono quattro passaggi parlamentari, si aggiunge. Tutto vero, ma…

  1. per cambiare un comma o 100 articoli ci vuole lo stesso tempo, quindi il richiamo al numero di articoli da motificare è un argomento capzioso;
  2. è appena iniziato in commissione un iter di modifica costituzionale per la riduzione del numero dei parlamentari, ergo basta emendarlo; e se poteva fare quattro passaggi quel provvedimento, lo potrà fare anche questo nuovo testo, nevvero?

Ovviamente questo discorso regge se da parte di Berlusconi e Alfano c’è la volontà politica per farlo e non è tutto un bluff, un modo per uscire dall’angolo. Ma per verificarlo, mi chiedo e vi chiedo, qual è il metodo migliore? Dire “è tutto un bluff” oppure dire “ok, vediamoci domani mattina in commissione che si comincia a lavorare”? Anche la risposta mi sembra ovvia.

Ma è altrettanto ovvio che per fare questa contromossa (tattica? strategica? come preferite) sia necessario che dalle parti del Pd non si sia cambiata idea. O, meglio, si sia in grado di tenere quella storica posizione. Isolando quanti al suo interno pensano (sotto i baffi, ça va sans dire) che l’accordo con l’Udc passi attraverso una legge elettorale proporzionale e quei democratici (davvero, ça va sans dire) che rifiuterebbero qualsiasi proposta dovesse venire da Berlusconi e il Pdl.

Di fronte a questa incapacità di rispondere ad un azzardo con un altro – nemmeno particolarmente originale – azzardo, di fronte all’impossibilità di reagire al bluff dell’avversario con la risposta più elementare, ossia “vedo!”; di fronte a tutto questo viene un dubbio. Che denunciare il bluff di Berlusconi sia solo un modo per uscire dall’angolo.

Ça va sans dire

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3 comments

  1. marco,
    mi spiace, ma hai sommato le pere con le mele finendo per fare una gran confusione.
    1. un conto è la legge elettorale maggioritaria a doppio turno (legge ordinaria che può essere applicata a qualsiasi forma di governo senza toccare un solo articolo della costituzione), un conto è una forma di governo che, peraltro, richiede la riscrittura di un quarto della costituzione.
    2. un conto è ridurre il numero di parlamentari lasciando le stesse attribuzioni al parlamento (e su questo aspetto ricorderai che mi ero già espresso in passato, dicendo che il numero casomai dovrebbe essere funzionale alle attribuzioni), un conto è modificare le attribuzioni del parlamento e il rapporto con il potere esecutivo.
    3. un conto è cambiare un comma o un articolo (e abbiamo visto quanto lavorio ci vuole a volte – basti pensare a casi in discussione in questi giorni), un conto è cambiare 30 articoli per di più di una costituzione: non ci vuole lo stesso tempo, proprio no. soprattutto se vai a toccare parti fondamentali che riguardano il lavoro del parlamento, le funzioni di un governo o quelle di un capo dello stato.
    4. nel mio post non avevo approfondito perché sennò il discorso ci avrebbe portato lontano, ma sei consapevole che non basta introdurre il sistema semipresidenziale se, al contempo, non introduci tutto il sistema di pesi e contrappesi che riguarda anche il rapporto governo / parlamento? per esempio, in francia è un pilastro del sistema l’articolo 34 che definisce in modo molto ristretto le materie che possono essere disciplinate per legge (ossia, dal parlamento): tutto il resto sono ordinanze e regolamenti di competenza del governo e del presidente. introduciamo anche in italia una regola de genere in virtù del semipresidenzialismo? se sì, potrebbe esser necessario rimettere mano anche al titolo V, per esempio. oppure reimpostare in maniera completamente diversa il lavoro del parlamento, che – per dire – potrebbe essere convocato per sessioni come in francia e non in seduta permanente (salvo ferie estive e natalizie e pasquali) come in italia.
    insomma, per farla breve: ammetto che nel mio post sono stato un po’ sbrigativo, ma c’è tutto un mondo dietro la parola “semipresidenzialismo”.
    d’accordo, si può introdurre anche con un emendamento costituzionale come vorrebbero fare berlusconi e alfano. ma con il rischio serio – anzi: la certezza – di combinare un casino epocale.
    p.s.: se poi mi spieghi dove è che il pd ha chiesto il semipresidenzialismo… nelle proposte programmatiche ufficiali casomai si va nella conferma della forma di governo parlamentare e in un rafforzamento della figura del presidente del consiglio (tipo cancellierato). – cfr. “l’italia di domani”, pagg. 62-63.

  2. “questo discorso regge se da parte di Berlusconi e Alfano c’è la volontà politica per farlo e non è tutto un bluff, un modo per uscire dall’angolo”

    Ma che vuol dire? Il PDL ha fatto una proposta, l’ha depositata lo scorso dicembre, Berlusconi l’ha promossa pubblicamente, che venga calendarizzata, e il PD voterà sì oppure voterà no.

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