È la politica la migliore risposta all’antipolitica

Oggi si sono svolte due iniziative democratiche in contemporanea: il Big Bang di Renzi a Firenze e l’assemblea dei circoli del Pd, con Bersani a chiudere. A dispetto di tutte le polemiche (unilaterali, va detto per onestà intellettuale) che hanno preceduto questa giornata il commento che vorrei trattenere è quello di un giornalista acuto e intelligente di un giornale non certo amico del Pd.

Questa affermazione, che non a caso – temo – viene da un commentatore “esterno”, non va confusa con i commenti buonisti di alcuni (com’erano belle entrambe le “piazze”, il Pd che vorrei è l’unione di Roma e Firenze… cose così). Commenti buonisti e paraculi, aggiungo, di chi non vuole esporsi. Oppure di chi è più o meno consciamente convinto che il confronto sia il Male assoluto.

Ho ripetuto in queste settimane a molti amici una mia convinzione: “Renzi è Veltroni con vent’anni di meno, nel bene e nel male”. Ma devo in parte correggermi. Veltroni era l’incarnazione di quella visione politica dove lo scontro è sempre edulcorato, sublimato (non a caso il termine “buonismo” in politica è stato coniato per lui). Attenzione, non fraintendetemi: l’incarnazione, l’alfiere, il principale esponente… Ma non l’unico. Quella era (anzi, è) la visione di tutta quella classe dirigente, i “compagni di scuola”, ovvero chi, cresciuto nel PCI, negli anni del Fattore K e del centralismo democratico, aborriva lo scontro per la leadership fatto alla luce del sole.

La voglia di rompere con quello schema buonista è la migliore qualità vista a Firenze. Ed è anche la cosa migliore che potrebbe nascere dal convegno degli “ex” bersaniani, se solo avessero il coraggio di andare fino in fondo. La possibilità di liberarci dell’ultima scoria del PCI è l’occasione che ci è offerta da queste primarie. Chiudere definitivamente con quella pagina è la sfida che tutti dobbiamo riuscire a raccogliere. Con primarie vere, all’insegna della lealtà e della chiarezza.

La ricchezza del Pd non è (tanto) la somma di differenze, l’unione di visioni divergenti. La richezza del Pd è la politica. Senza aggettivi, che sembrano messi lì a scusarsi per averla evocata (bella, buona, alta… bionda con gli occhi azzuri no?). E la cosa importante di oggi è che il Pd ha messo in scena la politica.

Per questo è veramente – come ha detto Cerasa – una delle migliori risposte che si potesse dare all’antipolitica.

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