Per la Lega la politica è tutta un magna magna. Letteralmente

La notizia di oggi è che 40 consiglieri regionali di PDL e Lega sarebbero indagati per come hanno usato i fondi destinati ai loro gruppi. Il Capogruppo della Lega Galli commenta così:

(ANSA) – MILANO, 14 DIC – Galli, cosi’ come tutti gli altri consiglieri regionali della Lombardia, non si e’ ancora visto al Pirellone oggi. ”Penso – e’ la convinzione del capogruppo della Lega – che ci sia in atto una campagna elettorale a favore di Ambrosoli”. Galli lo spiega partendo soprattutto da una costatazione: ”Se l’indagine e’ quella che emerge dai giornali, allora il sistema dei rimborsi e’ lo stesso che stanno usando il Pd, Sel, l’Idv, l’Udc e i Pensionati, ma su di loro i pm non stanno indagando”.

I rimborsi sono gli stessi e sulla loro utilità abbiamo discusso e potremmo discutere ancora a lungo (e spero che lo si continui a fare con onestà intellettuale). La differenza però è che il PD (e immagino anche gli altri partiti indicati da Galli), quei soldi non li usa per comprare le sigarette o per la pausa pranzo dei suoi consiglieri, ma per organizzare la propria attività politica sul territorio e per le spese di funzionamento del gruppo.

Va bene che quando si scoprì che la Lega con i soldi pubblici pagava le case ai suoi deputati (o altre cosucce così) Bossi provò a sostenere che un partito una volta ricevuti i quattrini li può usare come meglio crede, ma pensavo che avessero imparato la lezione. Ma forse la spiegazione è più semplice: la Lega è vittima della sua stessa propaganda. Non hanno sempre detto che l’attività politica è tutta un magna magna? E così si sono adeguati.

Sono certo che i lombardi se ne ricorderanno quando dovranno decidere se votare Maroni.

One comment

  1. “Bossi provò a sostenere che un partito una volta ricevuti i quattrini li può usare come meglio crede”

    Se dici che è inopportuno/immorale che un partito li usi come meglio crede è un conto, e su quello ti do ragione. Ma se dici che è illegale, invece no. Belsito, Fiorito e ora questi consiglieri sono sotto indagine per peculato, il che è scandaloso: il peculato è il reato del pubblico ufficiale che si appropria dei soldi pubblici. Ma equiparare i capi dei gruppi parlamentari o consiliari a dei pubblici ufficiali (e quindi i gruppi parlamentari a degli organi o enti pubblici) è uno scandalo.

    Il punto è che abbiamo gli scandali perché abbiamo le indagini, e abbiamo le indagini perché abbiamo una magistratura che forza il diritto penale. Il che è uno scandalo ancora più grande, anche se nessuno ne parla.

    Se la magistratura non violasse le regole, Bossi avrebbe pienamente ragione quando dice che un partito una volta ricevuti i quattrini li può usare come meglio crede.

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