Primarie parlamentari: le mie priorità per affermare #primalascuola

banner campione rossonero hdQuale saranno la tue priorità sulla scuola se verrai eletto in Parlamento? Mi chiedono in questi giorni i miei sostenitori/amici. Meglio essere sinceri e dire le cose come stanno: la scuola italiana sta soffrendo molto e per aiutarla serve tempo e non slogan o promesse. Ci sono le urgenze, e queste il governo del PD e dei suoi alleati le aggredirà, ma sempre avendo chiaro un progetto di lungo periodo.

Qualche idea a riguardo ce l’ho ed è contenuta nei miei articoli (che trovi raccolti qui). Ovviamente non tutte riguardano ciò che compete un parlamentare. Tra queste ultime, alcune priorità le ho riassunte di seguito.

Primo. Giocare all’attacco. Più una precondizione che un’idea: realizzare un “patto degli innovatori” tra mondo politico, associativo, professionale, sindacale e cittadini (siano essi docenti, studenti, genitori o semplicemente persone che hanno a cuore la scuola). Per decidere tutti insieme come investire nuove risorse nella scuola, con l’impegno di utilizzarle per un progetto di innovazione e riforma. Solo così eviteremo gli errori del passato e – uniti – avremo la forza di pretendere più soldi, più impegno, più attenzione.

Secondo. Rafforzare l’autonomia. Riformare la governance scolastica, normando anche la rappresentanza delle scuole autonome e dando loro le risorse che erano previste dalla legge e non sono mai state messe in campo. Archiviate le forzature ideologiche della passata legislatura, si deve agire velocemente convocando in Commissione istruzione tutti i rappresentanti del mondo della scuola e concordando una legge che possa essere approvata nel primo anno della legislatura.

Terzo. Sconfiggere il precariato. Il precariato danneggia tutti: umilia i docenti e penalizza gli studenti, costretti sempre più spesso a cambiare insegnanti da un anno all’altro se non all’interno dello stesso anno. Due linee d’azione vanno percorse contemporaneamente perché una rafforza l’altra: togliere alla Ragioneria dello Stato il potere di veto sulle assunzioni, limitatamente alla quota che serve a coprire i pensionamenti; garantire la regolarità biennale dei concorsi (che vanno profondamente riformati, ma soprattutto vanno fatti).

Quarto. Valutazione. Su questo tema si sono fatti molti passi avanti: una cultura della valutazione è molto più radicata oggi di un tempo. Su questo avanzamento si può fare leva, contando sul fatto che le gelmini e i brunetta (con i loro attacchi alla categoria, che considerano alla stregua di un avversario politico) faranno un altro mestiere. Lo Stato ha il dovere di valutare le rese dei suoi servizi. E la scuola ha diritto ad essere valutata, e ad utilizzare i risultati della valutazione come uno strumento per il proprio lavoro.

Quinto. Aggiornamento obbligatorio dei docenti. Rendere obbligatoria almeno una settimana di formazione ogni anno, anche sulla base delle mutevoli problematicità specifiche presenti in ciascuna classe e in ciascun istituto. Investire anche in aggiornamento dei supporti cartacei e informatici in possesso dei docenti italiani, nonché estendere a tutti gli ambiti culturali le gratuità per i docenti e le convenzioni a favore del loro aggiornamento continuo.

Per sostenermi le “regole” son semplici: scrivi, telefona, incontra più persone che puoi di Milano e provincia; dì loro che mi voterai e chiedi loro di votare Campione e di attivarsi per lui. Alle primarie del 29 dicembre votano tutti gli elettori di quelle nazionali di novembre e gli iscritti al PD. Per i non milanesi, qualche info qui.

7 comments

  1. Marco, mi piacciono molto come punti. Volevo chiederti in particolare sulla valutazione come concretamente pensi sia possibile farlo.

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