Mi candido alle primarie per colpa dei Monty Python

Oggi su iMille è stato pubblicato un articolo molto ben argomentato di Emidio Picariello sulle primarie. Ne consiglio la lettura integrale, ovviamente.

A me – da candidato – interessa al momento riprendere una delle argomentazioni di Emidio.

[…] ci aspettiamo scarsa partecipazione. Ma soprattutto ci aspettiamo un tipo di partecipazione specifica, composta dai fedelissimi di partito, da quelli che si possono attivare grazie a una contingenza lavorativa o politica con il candidato. Quindi passeranno i candidati di partito. […] Mettiamo che ci sia una persona molto capace su un dato argomento. […] Che possibilità ha di trovare più voti di un consigliere regionale che ha ricevuto la deroga? È una domanda retorica, la risposta è “nessuna”. Inutile dire che questo va a tutto a danno dei renziani, spesso neofiti della politica, al netto delle loro capacità.

Ovviamente mi era chiara questa difficoltà oggettiva della mia candidatura quando ho deciso di competere. Non mi sento danneggiato tanto dal mio essere stato “renziano” (la mia, come si vede anche dalle firme in calce a questo appello è una candidatura che parla non solo ai renziani), quanto dall’aver scelto un taglio “tematico”. E dall’aver fatto – oltre che il professionista – il dirigente politico a livello regionale, ovvero in una collocazione che per sua natura non ha un rapporto costante con i circoli, visto che si occupa di coordinare l’attività delle federazioni provinciali e il loro rapporto con il partito nazionale.

Se ho deciso di candidarmi ugualmente è perché non condivido la principale delle conclusioni a cui arriva Emidio, che scrive:

La consultazione primaria è uno strumento […]. Quello che conta non è lo strumento, è il risultato. In questo caso il risultato […] sarà la formazione di un nuovo gruppo parlamentare, quello del PD. Quando questo gruppo sarà formato, sapremo se gli strumenti sono stati usati in modo utile, e potremmo giudicare il risultato.

Il mio dissenso ha a che fare con quella teoria delle profezie che si autoavverano. Se nessuno con quelle caratteristiche ci avesse provato il risultato sarebbe stato scontato. Al contrario, il successo di una battaglia perché si affermi una candidatura “tematica”  servirebbe in parte a dimostrare che anche in momenti di democrazia diretta il PD può selezionare candidature di questo tipo, senza consegnarle solo al listino (dove peraltro, purtroppo, a volte prevalgono altre logiche).

Sarà durissima, dunque. Ma sapete come dicono i Monty Python? Nessuno si aspetta l’inquisizione spagnola.

2 comments

  1. Giusto per precisione, io sono contento che tu ci stia provando e ti auguro di sbagliarmi. Se le primarie fossero state rimandate di una settimana, ci avrei creduto anche un po’ in più. Poi si deve tenere conto che io vivo la realtà toscana, dove il Partito con la P è molto forte e strutturato. Comunque in bocca al lupo!

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