NO ai TFA speciali. Un altro modo per dire #primalascuola

Ho firmato, assieme ad altri candidati del PD e di Scelta Civica, un appello perché domani la VII Commissione non si esprima sui TFA speciali, rimandando la discussione alla prossima legislatura.

Tra i firmatari, il Vice Presidente del mio partito, che una volta di più dimostra il suo coraggio e la sua coerenza per le quali lo ringrazio.

Mercoledì 6 febbraio la Commissione competente della Camera dovrà pronunciarsi per un parere obbligatorio sull’attivazione dei “TFA speciali”. iMille Magazine si è occupato del merito della vicenda con un articolo di Manuela Sammarco, al quale rimandiamo per i dettagli tecnici di politica scolastica. A noi interessa sottolineare come si sia di fronte  dell’ennesima sanatoria, pensata per abilitare all’insegnamento una delle decine di sottocategorie del precariato scolastico.

Noi, redattori de iMille e candidati alle elezioni politiche in schieramenti diversi, abbiamo deciso di prendere una posizione comune proprio per sottolineare la valenza generale di questa vicenda.

continua su imille.org

3 comments

  1. Il TFA speciale è stato programmato con una nota del MIUR ancor prima che il TFA ordinario partisse, questo è un dato di fatto, inoltre tutti gli organi consultivi hanno dato parere favorevole e francamente trovo inutile battere i piedi inventando motivazioni. Il TFA speciale evita un danno erariale poichè regolarizza quello che l’attuale sistema concorsuale provoca: una discriminazione ai danni di docenti con servizio pluriennale che non possono partecipare ad un concorso nella scuola se la loro laurea è acquisita dopo il 2001-02. Un ricorso farebbe perdere lo stato anche perchè chi a parità di servizio, ma effettuato all’estero, non solo vi è riconosciuta l’abilitazione ma può pure svolgere il concorso pubblico. Siamo 50.000, e i danni di un ricorso li paghiamo tutti anche chi ora è entrato nel TFA ordinario.

    1. In estrema sintesi: ritengo la toppa peggiore del buco. Tutto qui. Questo non vuol dire non rendersi conto che il buco c’è e non è colpa vostra se è stato creato. Ma la toppa è ancora peggio ed è necessario ad un certo punto dire basta.
      Nel farlo si deve affrontare anche il vostro problema, ovviamente. Ma i condoni e le sanatorie (parlo in generale, non solo per la scuola) non devono più essere la soluzione

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