La scuola che al Sud fa bene. Un appello a Bersani che ribadisce #primalascuola

Ho ricevuto da Maria Salvia, Dirigente Scolastica dell’I.C. Amerigo Vespucci di Vibo Marina (VV) la lettera appello a Bersani che trovate di seguito. Ne condivido il senso e la faccio mia, invitando chi volesse aderire a sua volta a farlo mandando una mail a appelloscuola@gmail.com indicando la località di provenienza ed eventuale qualifica/professione.

Ci tornerò a ridosso dell’appuntamento che organizzeranno il 9 marzo a Vibo Marina, perché l’argomento è importante. La rinascita del Paese passa attraverso esperienze come quelle qui descritte ed è una delle tante conferme che ricevo ogni giorno del fatto che siamo in tanti a dire #primalascuola. Al di là del riconoscimento più che meritato al lavoro di una persona che è un amico prima che un ottimo uomo di scuola, Marco Rossi-Doria e a quello del Ministro Barca, si toccano in questo appello alcuni dei temi che più mi stanno a cuore perché chiave di volta per il riscatto della scuola italiana e dunque del paese.

Spero vogliate aderire in tanti!

La funzione della scuola ed i ruolo di presidio di legalità e di cittadinanza che, almeno a parole, tutti le riconoscono assume una valenza particolarmente significativa in alcune Regioni del Sud dell’Italia, il cui tessuto sociale è devastato dai fenomeni mafiosi e dalla povertà che comportano rischi di marginalità ed esclusione soprattutto per i più giovani.

Questo anno di governo non ha, purtroppo, segnato una ripresa degli investimenti sulla scuola, come lo stesso Ministro Profumo ha ammesso, ma ha segnato, per le nostre Regioni, un’attenzione ed un ascolto del tutto inediti. Una nuova stagione in cui ci sono state  azioni non solo riparatrici, ma che hanno aperto grandi prospettive di cambiamento. Ci riferiamo al Piano di Azione e Coesione e al modo con cui il Piano è stato accompagnato sui territori, con confronti di esperienze tra scuole e tra scuole ed Enti locali e privato sociale.

Questa nuova modalità ha attenuato l’isolamento ed annullato il rischio di auto-referenzialità, sempre in agguato per chi vive ed opera nel mondo della scuola, talora vissuto come separato dalla realtà, nonostante gli sforzi e le azioni di noi dirigenti ed insegnanti. Finalmente si è riparlato di come fare scuola in modo nuovo, di quali risorse, anche economiche,  ed energie mettere in campo per affrontare la piaga che affligge le scuole del Meridione e non solo, la dispersione scolastica.

La costruzione del bando per i prototipi contro la dispersione scolastica ha condotto il sottosegretario Marco Rossi Doria ed il suo staff, in un itinerario costante e paziente, a costruire una vera rete di relazione e di persone in grado di costruire il cambiamento. Certo, nei nostri territori spesso si incontrano situazioni limite, come il degrado della scuola di S. Luca di Aspromonte o i rischi quotidiani delle scuole dello Zen o di Scampia, ma ci sono anche straordinarie occasioni di valorizzazione della cultura e delle tradizioni del territorio. L’intervento istituzionale, espresso dal sottosegretario, è stato spesso risolutivo e concreto, ma anche nei casi in cui non si poteva fare altro che offrire una testimonianza, noi l’abbiamo sentita e vissuta come attiva e partecipe.

Insomma abbiamo respirato un’aria diversa da quella paludata ed impotente, se non addirittura estranea o ostile, che spesso ha contrassegnato il rapporto tra chi ha governato la scuola e chi della scuola è protagonista. Per questo noi, dirigenti, insegnanti, personale Ata, genitori,scriviamo a Lei, candidato al governo del nostro Paese di uno schieramento che ha  a cuore le sorti dell’istruzione e della scuola e da cui abbiamo sentito, di recente, parole di grande attenzione. Perché siamo convinti che quanto di buono  si è costruito in questo anno per le scuole di queste regioni (e non solo)  meriti un’attenta considerazione ed una prosecuzione dell’agire politico che coniughi competenze tecniche e passione civile.

3 comments

  1. sono d’accordo con la valutazione positiva sul mondo imperfetto che rossi-doria, e barca, hanno messo in moto. al di là di ogni approccio ideologica, ma dentro una visione di una scuola rinnovata nelle sue potenzialità e nel suo ruolo d’essere un fattore di giustizia e democrazia, al di là di slogan che non agiscono su nulla, l’opera messa in campo è stata di creare e agire su dispositivi – e su risorse a questi agganciate – per mettere in moto persone e istituzione. sostegno alle pratiche e sostegno alla loro riflessione, sostehgno a processi innovativi dentro una visione democratica della scuola, ecco quello che nn vorrei veder svanire

  2. il riferimento al mondo imperfetto è un complimento, un apprezzamento per la consapevolezza della fatica con cui ci muoviamo, dei limiti entro i quali agiiamo, della natura processuale e non ideologica del nostro agire, della accettazione di una pluralità di attori con cui interagire e della necessità di andare avanti per condivisioni e assestamenti progressivi (in tutti i sensi). davanti a noi c’è una strada e non una bacchetta magica. dietro e a fianco a noi abbiamo avuto, per una volta, esperienze e competenze vere del mondo di cui si parlava, ascolto delle nostre storie, incoraggiamento e riconoscimento al nostro ruolo e alla nostra fatica. grazie
    salvatore pirozzi

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