Di dissensi, sfiducie ed espulsioni.

Sulla minaccia di alcuni deputati PD di non votare la fiducia al governo Letta (ammesso che si faccia, ovviamente), qualche ora fa ho twittato:

Chiarisco a scanso di equivoci. Io penso che il dissenso alla luce del sole sia non solo sacrosanto, ma il sale della vita di un partito. Per un partito che io voglio ampio, inclusivo, aperto e a vocazione maggioritaria – poi – non c’è nemmeno da discuterne.

Penso anche che nessuno può essere minacciato di nulla, tanto meno di essere espulso, se vuole che il proprio partio discuta. A maggior ragione se la discussione è sul dare il via o meno ad un governo di larghe intese (o di scopo, del presidente, di quelchetipare…).

Penso inoltre che gioire per un gruppo più o meno ampio di compagni di partito che se ne va sia da dementi. Peggio mi sento se non solo si gioisce, ma magari si lavora affinchè ciò avvenga. Ne scrissi tempo fa parlando ad esempio dei radicali (che non erano nemmeno nel PD, ma solo nel nostro gruppo parlamentare) e non ho cambiato idea. Io non ho cambiato idea, forse lo han fatto quelli che ieri gioivano per l’allontanamento della pattuglia radicale dal gruppo PD.

Non mi sfugge nemmeno la limpidezza di una battaglia a viso aperto e la coerenza delle posizioni di persone come Civati. Lui non era solo nei giorni scorsi a opporsi al governissimo. Ad esempio era con lui il Segretario della Federazione di Milano, che una settimana fa scriveva una mail a tutti gli iscritti che si concludeva così:

Spero che dalla prossima votazione tutto il Pd torni in sintonia con la voce diffusa e ormai radicata nel Paese, perché di tutto c’è bisogno, tranne che di finire nel pantano di un accordo con il Pdl e di un governo delle larghe intese.

La differenza tra Cornelli e Civati è che Pippo sta ancora portando avanti quella battaglia, mentre il segretario milanese mercoledì ha approvato un ordine del giorno che inizia così:

La segreteria regionale del Partito Democratico della Lombardia unitamente a tutti i segretari provinciali lombardi sostiene l’impegno dell’On. Enrico Letta per la formazione di un nuovo Governo.

Ovviamente meglio la coerenza di Civati della schizofrenia delle posizioni. Quelle sì che confondono i nostri iscritti e disorientano l’elettorato.

Ciò detto ha però ragione NUCS:

Civati (e Gozi e Puppato e gli altri) avranno ragione se, un domani, voteranno in dissenso dal gruppo su singoli provvedimenti che non implicheranno il voto di fiducia, […] ma chiedere di rimanere nel gruppo parlamentare del PD se il gruppo parlamentare PD voterà la fiducia e loro no mi pare un po’ fuori luogo.

Tutto qui. Fuori luogo. E siccome non mi sembra invece fuori luogo Civati nel PD, vorrei che lui adeguasse il suo voto di fiducia o meno a quanto deciderà tutto il gruppo. Non per un astratto principio di maggioranza, ma proprio per quanto scritto da NUCS.

A me sembra banale, dove sbaglio?

9 comments

    1. Io non ho parlato di espulsione. Ma del fatto che loro dovrebbero essere coerenti. Dovrebberlo esserlo anche i 101 e andarsene dal gruppo? Concordo. Ma non cambia una virgola del mio ragionamento.

        1. Ovviamente io non ho la palla di vetro né posso vedere quel che accade nella cabina elettorale, però noto che spesso vedo attribuiti a Renzi “tradimenti” che sarebbero per lui del tutto rovinosi.
          Sostiene pubblicamente Prodi e poi segretamente dà mandato di farsi smentire…perché? Se fosse un villain di Batman forse qualche ragione cervellotica la troveremmo, ma allo stato non me ne viene in mente nessuna.

          E’ la stessa questione della visita ad Arcore, che per me suona ancora allucinante: se Renzi avesse voluto fare accordi sottobanco con Berlusconi, tutto avrebbe fatto tranne che una pubblica gitarella a casa sua. Anzi, forse avrebbe cominciato ad essere più esplicitamente anti-berlusconiano. Ma no, nel momento in cui decidiamo che Renzi è un fascistoide che tortura gattini, allora va bene attribuirgli ogni stravaganza.

          E’ preoccupante, come forma mentis.

          PS: Ma mi ricordo male io, o i renziani in parlamento sono molto molto meno di 100?

          PPS spero di non aver fatto male a ritirar fuori la storia di Arcore, non se ne poteva più all’epoca, figurarsi ora…

  1. Ciao Marco,
    sotto il nome del tuo blog c’e’ scritto “un blog intelletualmente onesto” Ora io vorrei che onestamente tu riconoscessi il fatto che il cambio di linea politca da “no-a-berlusconi” a “governo-a-berlusconi” e’ stato preso da una segreteria dimissionaria a seguito di una gestione avventata e avventuristica del partito senza che ci sia stato uno straccio di discussione a meno che tu non consideri tale la farsa della Direzione Nazionale con orologio alla mano. Ora a me pare che invece di questa cosa si sarebbe dovuto discutere, e ampiamente, e anche l’Assemblea Nazionale non mi pare un luogo sufficiente alla certificazione di una tale giravolta nella politica del partito. Per cui io francamente fino alla celebrazione del congresso eviterei finanche di evocare la disciplina di partito nei confronti di chi rimane fedele al programma elettorale sul quale e’ stato eletto. E peraltro trovo grottesco che la si invochi nei confronti di chi apertamente rivendica tali posizioni, in linea col programma, e ignominiosamente si taccia su chi la disciplina di partito l’ha violata vigliaccamente affondando il fondatore del partito medesimo per meri calcoli di poltrone.

    Per cui ribadisco, fino al congresso che sancira’ il cambio di prospettiva politca con l’80% a favore, lasciate in pace Civati e gli altri che non si sono arresi ai mezzucci di questa politica.

  2. @Marco

    “Dovrebberlo esserlo anche i 101 e andarsene dal gruppo? Concordo. Ma non cambia una virgola del mio ragionamento.”

    Ma il post per chiedere a quei 100 coerenza non l’hai fatto. Quello su Civati e Puppato sì.

    (per il resto, Metapapero presidente, subito)

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