I miei dubbi sul caso #Cancellieri

Lo ammetto, complice il lavoro e alcuni appuntamenti politici in vista del ballottaggio di lunedì per il segretario del PD di Milano non avevo letto nulla della vicenda Cancellieri. Solo qualche invito alle dimissioni sui social, di solito usando come unico argomento che la Idem invece si era dimessa. Ho immaginato che anche il Ministro della Giustizia avesse evaso (anzi eluso) una tassa.

Oggi ho letto l’editoriale di Menichini e la cosa mi ha incuriosito. Innanzi tutto nulla c’entravano le tasse (ma su questa cosa che la maggior parte delle discussioni su Facebook si facciano utilizzando paragoni a cazzo bisognerà tornarci…); secondo poi c’entrava la mala giustizia e il tema mi sta molto a cuore (non a caso ho firmato i referendum radicali).

Così ho approfondito e mi sembra di aver capito che il ministro si è reso colpevole di aver preso a cuore il caso della figlia del compagno di una sua amica, donna con problemi di anoressia finita in carcere per la vicenda Fonsai. Sostanzialmente il capo d’accusa è uno solo: aver risposto ad una sollecitazione da parte di un “potente”.

Cancellieri si difende dicendo che siccome la donna rischiava di perdere la vita era suo dovere intervenire. Cosa doveva fare secondo i detrattori? Non impegnarsi perché a chiederglielo era una sua amica molto ricca? (a naso non penso che Cancellieri abbia molte amiche con le pezze al culo, peraltro). Spero non ci siano dubbi sul fatto che sarebbe una pretesa ignobile. Chi ragiona così mi fa schifo. A prescindere dalle eventuali colpe della Cancellieri, sia chiaro.

Il ministro sostiene di comportarsi allo stesso modo di fronte a qualsiasi sollecitazione, anche quelle che le arrivano per altre vie meno “dirette”. Il procuratore Caselli nega che i domiciliari siano stati concessi per interventi esterni. Fino a prova contraria queste due circostanze dovrebbero bastare a chiunque sia in buona fede. A grillini e fattivi quotidiani magari no, ma loro in buona fede han smesso di esserlo da tempo (sempre ammesso che abbiano mai cominciato).

P.S. Visto che il paragone con Josefa Idem imperversa, una piccola notazione sulla differenza sostanziale, anche a volerci vedere analogie. Spacciare la propria attività imprenditoriale per la propria abitazione col fine di pagare meno tasse è comportamento sanzionabile; il Ministro – al contrario – al momento non risulta indagato.

6 comments

  1. mah, forse non ho capito il tuo post.
    secondo me, la cosa grave e censurabile della vicenda è un’altra. ossia, che se io conosco il personaggio giusto, lo posso attivare e magari qualcosa ottengo. se non lo conosco, ce l’ho nel culo.
    quando si parla di “società della conoscenza” pensavo si parlasse d’altro.

    1. Guarda, il punto è proprio quello. Ci sono prove che lo abbia fatto solo per lei? no. ci sono prove che sia stata messa ai domiciliari a seguito del suo interessamento? no. Punto.

      1. appunto, se si è mossa anche per altre persone, con quale criterio si è mossa? perché qualcuno – grazie a conoscenze – è arrivato a lei? non mi interessa se il suo interessamento ha prodotto risultati o meno, sta di fatto: “io conosco il ministro, mi muovo. tu non conosci il ministro e son cazzi”. punto.

  2. Scusa marco ma qua il problema e’ anche piu’ grave perche’ la Cancellieri il giorno dopo l’arresto della Ligresti chiama lei la famiglia dell’arrestata (lei eh) e si mette a disposizione per “qualunque cosa” definendo ingiusti i provvedimenti presi dai giudici di cui lei e’ teoricamente a caso. Se la cosa ti sembra normale… a me NO

  3. Marco, avrebbe dovuto incaricare qualcuno di occuparsi della questione ed evitare la telefonata.
    Se il Ministro non ha nessuno a cui affidare un caso come questo, allora significa che la catena di comando non funziona.
    Non credo che lei telefoni direttamente a chiunque le sottoponga una richiesta. Il problema secondo me sta tutto lì, nella discutibile scelta politica di mandare il messaggio ai cittadini che, se conosci il ministro, allora te ne esci (giustamente) di galera, altrimenti sono problemi tuoi.

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