Un gruppo autonomo di LeU? Decisione giusta solo se tutti saranno coerenti con essa.

La polemica di queste ore è sulla scelta dell’Ufficio di Presidenza della Camera di derogare al numero minimo di parlamentari per consentire la nascita (con annessi i relativi finanziamenti) del gruppo di LeU.

Personalmente la penso così. In una democrazia rappresentativa, in presenza di una legge elettorale con sbarramento, se un partito supera la soglia di sbarramento è giusto che abbia la possibilità di istituire un gruppo parlamentare. Il Regolamento di Camera e Senato andrebbe quindi modificato perché non debba servire una deroga perché ciò sia possibile e bene ha fatto il Presidente Fico a concedere la deroga, in attesa che tale modifica regolamentare sia fatta.

Questo punto di principio ha alcune conseguenze, però.

  1. Il Presidente Fico dovrebbe chiedere scusa agli italiani, a Laura Boldrini, al Pd e a Fratelli d’Italia per le sue vergognose dichiarazioni di cinque anni fa quando fu presa una decisione analoga per Fratelli d’Italia.
  2. Il Presidente Fico dovrebbe avviare la procedura di modifica regolamentare di cui sopra.
  3. La deroga dovrebbe essere subordinata al fatto che il nome del gruppo resti identico a quello delle elezioni e quindi che in caso di separazione delle diverse anime confluiscano tutte nel misto.

In assenza di tutto questo, siamo tutti autorizzati a pensare che le ragioni della deroga vanno cercate non nella coerenza, ma nell’opportunismo.

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