Governo. La soluzione migliore? È quella di un sistema di tre equazioni a tre incognite

Sul blog sto tenendo aggiornato il borsino delle probabilità di soluzione dello stallo in cui si trova la politica italiana. È un gioco e come ho scritto nel primo post ovviamente le percentuali non hanno nulla a che fare come le mie preferenze. Arrivati alla fine del secondo giro di consultazioni credo che chi -come il sottoscritto- cerca quotidianamente di imporsi onesta intellettuale non possa sottrarsi ad esplicitare anche qualche opinione sul punto. In realtà i lettori attenti lo sanno già come la penso. In particolare ho provato a sviluppare qui un ragionamento. Che è sul Pd, ma contiene anche molti convincimenti del sottoscritto su cosa serva al Paese. Infatti nella mia concezione della politica gli interessi del partito che voto e quelli del paese non possono mai divergere troppo.

Dunque, quale Governo serve al Paese? Provo a esplicitare un ragionamento. Tagliato un po’ con l’accetta, per necessità. Chiaramente il ragionamento si sviluppa a partire dai dai i realtà, quindi dai rapporti di forza in Parlamento. 

Principi guida

  1. Il voto al Nord e al Sud è radicalmente divergente. Come mai prima.
  2. Le aspettative suscitate nei cittadini solitamente “ai margini” del dibattito politico sono senza precedenti. 

E non parlo solo del risultato (i pentastellati sfiorano il 50% al sud) ma soprattutto delle dinamiche che hanno determinato la scelta di chi votare o non votare: il numero di elettori che ha cambiato comportamento rispetto alle precedenti politiche è secondo solo a quelli del 1994 e del 2013, ma in quei casi il cambiamento era sul fronte dell’offerta; adesso l’offerta politica è pressoché invariata rispetto al 2013: l’unica opzione “nuova” (in realtà un cartello elettorale di offerte per lo più “vecchie”) era LeU e sappiamo come è andata. La manifestazione più evidente (e poco sottolineata nei commenti) di questo comportamento è rappresentata dai flussi voto-non voto rispetto al 2013 che a nord e su sono molto diversi. 

Due cose da evitare

Con queste premesse, il primo interesse le Paese è la sua riunificazione, il secondo non respingere la domanda di politica che è arrivata dai cittadini solitamente alla finestra (questi sono soprattutto al sud), il terzo richiamare alla politica chi ha scelto di mettercisi alla finestra (questi invece soprattutto nelle ex zone rosse e in misura minore ma significativa al nord). 

Ho già scritto che la prima cosa da evitare è quindi quella di escludere le uniche due forze -il Partito Democratico e Forza Italia-che possono definirsi pienamente nazionali. Non tanto per la loro trasversalità territoriale del consenso (per il Pd questo non è nemmeno così vero), ma per la loro capacità di rappresentare gli interessi di tutte le aree del paese e di proporre quindi politiche coerenti che contemperino le richieste divergenti che vengono dalle diverse aree del paese. 

Tra le cose da evitare ne aggiungo una seconda, visto che purtroppo si è affacciata nelle cronache e nei retroscena. Dobbiamo scongiurare scissioni strumentali nelle forze politiche che si sono presentate agli elettori solo poche settimane fa. Leggo che c’è chi lavora ad un passaggio di qualche trasformista da Fi alla Lega per agevolare la messa ai margini di Berlusconi e risolvere così i problemi di Di Maio. Spero non accada perché sarebbe l’ennesimo colpo alla credibilità della politica. 

Quindi? Cosa sperare per l’Italia?

È facile, basta risolvere il sistema di tre espressioni a tre incognite

  • Un governo che non escluda sia Forza Italia che il Pd
  • Un governo che non escluda né Lega né Cinquestelle
  • Un governo che non stravolga le compagini che hanno chiesto il voto agli italiani

Tra quelli possibili (e che sono quotati nel mio borsino) vedo solo due governi che soddisfano quelle condizioni: Centrodestra + Cinquestelle e Governo “di tutti”; e -vista anche la situazione internazionale- la seconda opzione la trovo preferibile alla prima. E se non ci si riesce per i veti incrociati di Di Maio su Berlusconi e della Lega sul Pd? Meglio le elezioni (vista la situazione internazionale meglio a ottobre) di qualsiasi soluzione pasticciata. Infine meglio una soluzione che soddisfa due condizioni su tre di una che non ne soddisfa nessuna.

Ecco dunque la mia personalissima “classifica” nell’interesse del paese:

  1. Governo “di tutti”
  2. Centrodestra + Cinquestelle 
  3. Elezioni a ottobre
  4. Elezioni subito
  5. Centrodestra + “responsabili”
  6. Cinquestelle + Pd
  7. Cinquestelle + Lega
  8. Governo “di nessuno”
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