Il punto sul voto in Molise. Per punti.

1) Ovviamente non ha senso ricavare dal voto di una regione (manco fosse la più grande, e non è questo il caso) un senso politico nazionale. Ha invece senso interpretare politicamente anche un voto come questo. In sintesi: il dato politico c’è, ma renderlo assoluto non ha senso.

2) Gli unici dati comparabili sono quelli del voto alla parte uninominale della Camera e quelli al Presidente di Regione. Ovviamente non quelli del Senato (non votano tutti i maggiorenni), ovviamente non quelli del proporzionale per la presenza di molte liste civiche e per la presenza di elettori che votano solo il presidente. Due elementi, questi sì, che hanno scarsissima valenza politica nazionale.

3) Gli unici dati che ha senso paragonare sono i voti assoluti. Chi paragona le percentuali è un dilettante. Oppure un professionista, ma della malafede.

4) C’erano solo 4 candidati presidente alle regionali e molte più coalizioni alle politiche. Una sola coalizione ha cambiato configurazione: il centrosinistra infatti era separato alle politiche, ma unito alle regionali.

5) I numeri. Il Centrodestra ha guadagnato circa 22.000 voti in un mese e mezzo. Il Centrosinistra unito ne ha persi 9.000 rispetto alla somma Centrosinistra + LeU. Il MoVimento ha perso 13.000 voti. Casa Pound 700 voti (dimezzando i consensi). Hanno votato circa 6.500 molisani in meno (ma calcolando che una gran parte del corpo elettorale è residente all’estero, è da escludere che si sia di fronte ad una astensione per dare un segnale politico).

6) Come vediamo siamo di fronte ad una contrazione di Cinquestelle e Centrosinistra molto significativa. Quella del Centrosinistra probabilmente dovuta al “voto utile” (vedremo dall’analisi dei flussi a favore di chi) e quella dei 5S probabilmente imputabile ad un giudizio sulla qualità del candidato e/o del partito.

7) L’unione del Centrosinistra non porta alcun giovamento in termini di competitività elettorale. Anzi, fa perdere consenso. Questo a mio avviso non è vero in assoluto ma lo è in presenza di una proposta politica poco chiara (e questo fa il paio con quanto scrivevo qui).

8) Nonostante i battibecchi nazionali, il Centrodestra si conferma la coalizione più coesa al proprio interno. Almeno dal punto di vista degli elettori. Mi sembra quindi improbabile e suicida che qualcuno lavori dall’interno per un suo smembramento. Oggi il centrodestra tutto (e Salvini più di tutti visto che ne è il leader) è in una situazione win-win se resta unito. Unito al governo vuol dire che governa con una identità riconosciuta dagli elettori. Unito all’opposizione vuol dire che lucra sulle incoerenze di chi sta insieme senza essere coalizione e sulle scelte impopolari che dovessero portare avanti.

9) L’unico scenario (tra quelli plausibili) che li metterebbe in difficoltà è il cosiddetto “governo di tutti” perché sarebbe difficile da rifiutare per Forza Italia e impossibile da accettare per Salvini (e forse Meloni). È l’unico elemento quindi che potrebbe portare ad una rottura di quella coalizione e dunque alla riapertura dei giochi.

10) Il voto utile punisce la terza forza in una elezione senza ballottaggio e dopo la Sicilia ne abbiamo una conferma in Molise. Ecco perché -a differenza di quanto dice la vulgata- un qualsiasi sistema a doppio turno è oggi molto più indispensabile per la sopravvivenza del Centrosinistra che per gli altri.

Annunci

Un pensiero riguardo “Il punto sul voto in Molise. Per punti.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...