I governi “non eletti dal popolo” e il popolo del Pd.

Non prendiamoci in giro. Perché gli elettori del Pd non hanno mai aderito al mood propagandistico sui “governo non eletti dal popolo”? In parte per una coscienza civica e una conoscenza della Costituzione estremamente superiore alla media dei cittadini italiani. In parte anche perché ci siamo sempre sentiti gli alfieri del “senso di responsabilità” verso il Paese.

Ma non prendiamoci in giro. Non c’è solo questo sentimento alla base del mancato radicamento a sinistra di questa visione distorta della democrazia parlamentare. Pensare che sia solo questo è una convinzione figlia della solita spocchia e presunzione della sinistra: io conosco la Costituzione, invece tu che parli di governo non eletto sei un becero ignorante come tutti quelli che votano Berlusconi e/o Di Maio.

Il motivo per cui è venuto così facile al popolo della sinistra accettare governi diversi da quelli prospettati agli elettori (e quindi anche a loro, a noi) è anche molto più prosaico: quei governi (D’Alema I e II, Amato, Monti, Letta, Renzi, Gentiloni) hanno tutti tranne uno una caratteristica in comune, il Presidente del Consiglio era una personalità del centrosinistra. E tutti, anche il governo Monti, vedevano il centrosinistra come determinante per la loro formazione. Erano nostri governi ai quali altre forze si aggregavano, ma sempre con un ruolo minoritario.

Questa considerazione ha un corollario, anzi due. Non è affatto vero, come qualcuno si illude, che una esternalità positiva di questa trattativa per il governo sarà che quell’argomento uscirà dal dibattito pubblico. Un eventuale governo Cinquestelle-Lega o Cinquestelle-Pd sarebbe comunque considerato dal popolo pentastellato un governo “eletto dal popolo”. Ai loro occhi sarebbe infatti un governo guidato dai Cinquestelle, ovvero da chi (sempre ai loro occhi) è stato incoronato dal popolo. Lo si vede già nei commenti dei militanti a cinque stelle ad una ipotesi di governo “del Presidente”, sarebbe -guarda caso- l’ennesimo governo non eletto…

Il secondo corollario riguarda la presunta nostalgia di proporzionale che caratterizzerebbe il sentimento degli elettori in questa fase. Col cavolo! Questo atteggiamento dimostra che il maggioritario è la lente con la quale gli italiani leggono il risultato elettorale. Spero quindi si riesca a dar loro un impianto istituzionale coerente, come ad esempio il semipresidenzialismo. Ma questo è argomento per un altro post.

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