Cari amici ossessionati da Renzi, non potete prescindere da qualche punto fermo

Nel micromondo che si occupa di politica pullulano gli “ossessionati da Renzi”. Chi per imputargli ogni colpa, chi per attribuirgli ogni merito. Vorrei provare a fissare qualche punto fermo così si mettono tutti l’anima in pace.

Primo. Renzi è un leader. Questo è un fatto, un fatto incontrovertibile. E nessun ragionamento politicista (quelli che ci piacciono tanto qui a sinistra) potrà mutare questo dato di realtà.

Secondo. Renzi ha perso le elezioni. Questo è un fatto, un fatto incontrovertibile. E nessun ragionamento politicista (quelli che ci piacciono tanto qui a sinistra) potrà mutare questo dato di realtà.

Terzo. Renzi è oggi il leader di chiunque voglia richiamarsi ad una certa idea di politica e di politiche. Non solo tra noi malati di politica, ma più in generale nella società. Io li chiamo per consuetudine “i riformisti”, ma da tempo è una definizione che va un po’ stretta. Società aperta, europeismo, liberal-democrazia, socialismo liberale… insomma, ci siamo capiti. E per quel che riguarda l’idea di politica, una politica che è capacità di scegliere, rischiare, osare. Senza guardare in faccia a nessuno. Oggi il leader di chi considera tutto questo un “bene” è Renzi e anche questo è un fatto, un fatto incontrovertibile. E nessun ragionamento politicista (quelli che ci piacciono tanto qui a sinistra) potrà mutare questo dato di realtà.

Quarto. C’è un altro possibile leader di quest’area politica e culturale? Certamente. Chi è? Quando verrà fuori ce ne accorgeremo: se non si vede non è un leader.

Quinto. Le idee impersonificate da Renzi (e prima di lui da Veltroni, giova ricordarlo, innanzi tutto a Veltroni) il 4 dicembre e il 4 marzo hanno subito due sconfitte pesantissime. Anche questo è un fatto, un fatto incontrovertibile. E nessun ragionamento politicista (quelli che ci piacciono tanto qui a sinistra) potrà mutare questo dato di realtà.

Sesto. La sconfitta fa di quelle idee delle idee sbagliate? Alcuni pensano di sì, altri di no. Io penso di no, per la cronaca. Ma il punto fermo è un altro: ciò è accaduto anche per ragioni che prescindono da Renzi. Parlare di Renzi (bene o male) è solo un modo per non interrogarsi sulla validità di quelle idee. E -se le consideriamo ancora valide- sul perché sono state sconfitte e su come farle trionfare la prossima volta.

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