Tria, lascia o raddoppia?

C’è un passaggio dell’intervista di Salvini a Porta a Porta al quale lì per lì non ho dato troppo peso. Sul momento mi ha fatto solo sorridere amaro per l’inconsistenza politica di quell’atteggiamento, che solo 10 anni fa non sarebbe stato tollerato da nessun elettore non schierato pregiudizialmente e solo 5 anni fa da nessun giornalista non schierato pregiudizialmente.

A tutte le domande su tasse, pensioni e immigrazione Salvini rispondeva con dovizia di particolari, a quelle sul reddito di cittadinanza invece si limitava a dire che “ci stanno lavorando i 5S”, “ho solo chiesto che non sia una regalia per non lavorare e mi hanno rassicurato”, “ho firmato un contratto e lo rispetto”.

Ostentato distacco. Come se non fosse un problema del vicepresidente del consiglio attuare il programma di governo nel suo complesso.

Lì per lì, dicevo, mi sono solo incazzato per lo scadimento culturale e professionale della classe politica e giornalistica, riflettendo amaro sull’evidenza che tutto ciò è possibile solo perché noi cittadini ci siamo assuefatti a questa pochezza e non la “sanzioniamo”. Smettendo di votarli o di leggere i loro editoriali e ascoltarli intervistare il potente di turno.

Questa mattina, leggendo degli scontri con Tria sulla manovra economica, rabbia e rassegnazione si sono trasformate in preoccupazione. Di fatto il governo deve applicare due programmi e questo raddoppia i costi. E noi paghiamo.

La differenza tra il “contratto” tedesco e quello italico è che nel primo caso si è trovata una mediazione, nel secondo una giustapposizione. In altri termini, la differenza è che se leggi in filigrana il primo trovi rigore teutonico se fai lo stesso con il secondo trovi cialtroneria all’italiana. E Tria in mezzo: quanto passerà prima che venga schiacciato? E con lui i nostri interessi e quelli delle generazioni future?

In un paese normale questo governo non sarebbe mai nato e al governo ci starebbe chi ha vinto le elezioni, ovvero la coalizione di centrodestra. E avremmo altri problemi, ma almeno dovremmo pagare con i nostri (pochi) soldi la realizzazione di un programma solo.

Invece arriverà presto il giorno in cui i Cinquestelle, la Lega o entrambi chiederanno a Tria: Professore, che fa? Lascia o raddoppia?

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