Sei cose che ho capito su Rocco Casalino

Riassunto delle cose che penso sulla vicenda Casalino. Astenersi dai commenti se non si e ascoltato il video.

  1. Al netto del linguaggio -orrendo- da squadrista cialtrone (uno squadrista cialtrone tende ad usare un linguaggio da squadrista cialtrone), le cose che Casalino ha deciso di dire al mondo con il finto audio rubato chiunque abbia governato anche solo 5 minuti le ha pensate almeno dieci volte. Dieci volte al giorno. In particolare, il passaggio al quale mi riferisco è questo: “Al MEF ci sono persone che hanno in mano tutto il meccanismo e non ti fanno capire tutte le voci di bilancio nel dettaglio in modo da capire dove si può tagliare”.
  2. Più in generale, invece, il problema è stato ben focalizzato da Simone Spetia, giornalista di Radio24 che ha scritto: “Il contenuto, depurato dalle parolacce, non ha molto di scandaloso. Troppo spesso – e non lo diciamo da oggi – le leggi svicolano dalle decisioni politiche per essere redatte e modificate in stanze nelle quali si sa che una virgola o un avverbio possono modificare il senso di un comma e stravolgerlo. E sappiamo perfettamente come in queste stanze la resistenza al cambiamento (in meglio o in peggio che sia) possa raggiungere livelli davvero alti. Non a caso i precedenti governi, a partire da quello di Monti, avevano iniziato ad inserire nelle segreterie tecniche e politiche uomini e donne, giovani e meno giovani, che smuovessero questa palude (perdonerete l’espressione renziana). Il vero problema è con chi sostituisci questi dirigenti ministeriali, che saran pure resistenti al cambiamento, ma sono anche estremamente competenti. Il rischio di mettere un cialtrone a guardia dei conti solamente perché ti dice sempre sì resta elevato. Lega e 5S hanno una classe tecnica e dirigente adeguatamente preparata? Per essere più chiari: se la “megavendetta” viene promessa perché i quattrini non ci sono e i tecnici te lo fanno notare è un conto, se è perché ostacolano il tentativo di reperire risorse è un altro”.
  3. Detta con parole mie (e meno diplomatiche), negli apparati burocratici ci sono tecnici che prendono decisioni politiche e le spacciano per decisioni tecniche: questo non è democratico. Ecco perché -molto più che lo spoil system- servono politici competenti nelle segreterie tecniche e politiche dei ministeri.
  4. Per quel che riguarda la violazione della privacy, la tesi dell’Avvocato Conte a difesa del suo portavoce è risibile perché i casi sono due: o Casalino quel messaggio lo ha inviato a più giornalisti, ma allora voleva che fosse reso pubblico, oppure lo ha mandato ad un solo giornalista, ma allora sa chi è. Dal che si deduce che anche qui delle due l’una: o quel giornalista è un cretino, oppure aveva il permesso di Casalino, che quindi voleva che fosse reso pubblico.
  5. La cosa più squallida scoperchiata -questa sì involontariamente- da questa vicenda è il rapporto incestuoso tra giornalismo e politica. I problemi che abbiamo (il governo fasciocialtrone è il sintomo, non la malattia) nascono in gran parte da lì.
  6. Il colmo dei colmi è che i “minacciati” da Rocco e i suoi fratelli (di VDay) hanno in gran parte prima lavorato e poi votato per loro, probabilmente perché avevano creduto alla democristianizazione del MoVimento. Non avevano calcolato la reazione grilloide di fronte all’esplosione del consenso di Salvini e ora rischiano di passare dal pericoloso ruolo di apprendista stregone allo scomodo ruolo di capro espiatorio.
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