Europa

Diplomarsi a 18 anni: un’altra scuola è possibile

Il ministro Carrozza ha autorizzato la possibilità per alcune scuole superiori di sperimentare un ciclo di studi della durata di quattro anni. Proveremo anche nel nostro paese un modello che preveda il diploma a 18 anni. È così ad esempio nel Regno Unito, in Francia, in Spagna e nelle scuole tecniche tedesche.

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Buonsenso, consenso e leadership #primalascuola

Chiunque abbia un figlio a scuola o ci vada egli stesso si rende conto che la scuola così com’è non va. Intuisce, perché lo prova sulla propria pelle, ciò che tutti gli studi – nazionali e internazionali, comparativi e non – confermano: la scuola è, nel suo complesso, tremendamente diseguale, spesso inefficiente e a volte inefficace. Ci parlano dei mali della scuola tutti gli indicatori quantitativi e verificabili; ma anche se la vediamo dal punto di vista della sua missione più importante, quella qualitativa (“formare i cittadini di domani”, per usare una formula un po’ abusata ma sostanzialmente corretta), i risultati non si possono dire eccellenti.

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Basta con le graduatorie. Facciamolo per Sara e per i suoi studenti

Di seguito un mio articolo uscito anche su Europa, sezione Leopolda

Sara viene da una famiglia monoreddito. Le hanno spiegato che studiando ce l’avrebbe fatta. Sara è brava e si laurea con il massimo dei voti. Vuole fare carriera universitaria e se lo meriterebbe pure, ma tutti le dicono che sarà dura. Mentre si iscrive al concorso per il dottorato fa anche quello per la SSIS, la scuola per diventare insegnanti. È una pragmatica Sara e quella storia dei capaci e meritevoli le puzza un po’. Non ha santi in paradiso e se va male con l’università potrà essere utile ai ragazzi.

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Autonomia scolastica: la più “renziana” delle riforme

«La riforma Berlinguer di sinistra aveva solo il cognome». Abbiamo sentito spesso Matteo Renzi liquidare con questa battuta il ministro dell’istruzione dei governi dell’Ulivo. Le riforme più significative di Luigi Berlinguer in ambito scolastico sono due: l’autonomia e la legge sulla parità. La seconda è stata difesa da Renzi in occasione del referendum di Bologna, resta l’autonomia. Eppure è una delle cose più “renziane” (e di sinistra) che siano mai state fatte in Italia.

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