Di Vauro e Caldarola. Di censura e antisemitismo a sinistra

La vicenda è presto riassunta: Fiamma Nierenstein si candida nel Pdl, Vauro ci fa un’orrenda vignetta sopra giocando sulla presunta incongruenza tra l’essere di religione ebraica e candidarsi con Berlusconi, Caldarola scrive un pezzo dove accusa Vauro di antisemitismo, il Tribunale condanna Caldarola per calunnia.

Da qui ovviamente il solito dibattito sul “diritto” di un Tribunale di censurare i contenuti di un articolo (o di una vignetta). Come la penso io? Come sempre: c’è differenza tra censura e condanna per calunnia e se è calunnia o meno lo decide un Tribunale (fermo restando il diritto di tutti di dissentire, nel rispetto della sentenza). E quindi? Quindi due cose: una di merito (meno importante) e una di carattere generale, importante assai.

Per farmi un’idea sul merito avrei voluto leggere l’articolo incriminato ma non l’ho trovato, quindi ho letto Facci e lo stesso Caldarola. Ma forse è un bene che non abbia trovato l’articolo, mi consente di dare una chiave interpretativa che magari potrà tornare utile in altre occasioni.

Facci dice che nell’articolo incriminato compare la seguente frase (e usa le virgolette, lasciando intendere che sia testuale): «Vauro disegna una vignetta su Fiamma Nirenstein dove la definisce “sporca ebrea”». Caldarola afferma invece: “scrivo un corsivo in cui ironizzo sulla sinistra radical e metto una frase di critica contro la vignetta di Vauro sostenendo che è come se avesse scritto “sporca ebrea””. Per quel che mi riguarda la differenza tra la ragione e il torto di Caldarola è tutta in quel “come se”: un conto è affermare il falso (Vauro in effetti non ha definito la parlamentare Pdl una “sporca ebrea”), un conto è esprimere l’opinione – legittima e per sua natura opinabile – che raffigurare una persona con il naso adunco e la stella di David è come se le si stesse dando della “sporca ebrea”. Se il giudice ha condannato Caldarola per aver espresso un’opinione, concordo con il giornalista e i suoi difensori: è un precedente pericoloso. Se invece la frase nell’articolo è quella riportata da Facci, in punta di diritto ha ragione Vauro. Certo, non capisco perché abbia querelato, lui che pretende per sè il diritto ad andare sopra le righe, lui che ha difeso i colleghi danesi, ma ad ognuno la fatica quotidiana di gestirsi le proprie contraddizioni.

Resta però la considerazione più importante, quella di carattere generale. La lettura di molti commenti “da sinistra” all’articolo di Caldarola su Linkiesta è deprimente: una summa dei peggiori pregiudizi antiebraici. E allora si capisce in quale brodo di coltura nasca una vignetta squallida come quella di Vauro (indubbiamente persona di sinistra) da cui tutto è partito.

Non arrivo a parlare di antisemitismo perché non ne ho gli strumenti (e non potrei permettermi una causa per calunnia), ma ha ragione David Bidussa a dire che serve una riflessione seria a sinistra sul proprio essere antisemita e/o antiebraica.

Il primo passo dunque nasce dalla presa d’atto che l’antisemitismo a sinistra c’è, è diffuso, ed ha una sua storia (oltre ché una sua cultura). Ovvero non è un incidente di percorso o un lapsus. Ma quel primo passo a sinistra non è stato ancora fatto. È uno dei tanti segnali di una “sinistra bloccata”.

La Giornata della Memoria l’abbiamo istituita anche per fermarci un attimo a riflettere su cosette di questo tipo.
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8 comments

  1. Secondo me Caldarola sta facendo il Socrate de noantri.
    Il virgolettato non c’entra niente, non e’ discriminante. Il punto e’ che Caldarola ha dato dell’antisemita a Vauro. E questo e’ infamante (= configura la diffamazione). Non e’ questione di attribuzione di cose dette che in realta’ non lo erano (in quel caso sarebbe una calunnia).

    Quei commenti sono vergognosi e sono d’accordo, ma non hanno niente a che vedere con quella vignetta. Anzi, Vauro, con quella vignetta sembra esortare la Nirenstein a non accostarsi agli antisemiti.

    Potra’ anche darsi che Vauro invece sia un antisemita, ma non in base a questa vignetta (e se fosse stato davvero antisemita non si sarebbe sentito offeso dall’accusa di Caldarola, con cui invece sarebbe stato d’accordo).

    Per la storia del naso adunco, non diciamo fesserie. Se cosi’ fosse, Marcore’ dovrebbe essere in galera per la sua imitazione di Lerner, e dovremmo pure buttare la chiave…

    Una causa giusta (debellare l’antisemitismo a sinistra) viene indebolita da prese posizione sbagliate come queste.

    1. il virgolettato (cioè il fatto) non è esattamente un dettaglio, perdonami: come fai a dire che ha dato a vauro dell’antisemita se non sai cosa ha scritto?
      la mia tesi è che se ha scritto un fatto che non è vero è un atto calunnioso censurabile (e condannabile al risarcimento), se invece ha espresso un’opinione non è condannabile.

      chiarito questo, come ho scritto la questione importante è la seconda. e quei commenti parlano da soli

  2. Mi sa che stiamo facendo confusione tra diffamazione e calunnia.

    Ti calunnio se dico che hai rubato e che sei un ladro, mentre invece non e’ vero.

    La diffamazione consiste invece nell’offendere l’altrui reputazione. Se io scrivo che un obeso e’ un untuoso, orribile grassone, lo sto diffamando non perche’ in realta’ sia magro, ma perche’ sto rappresentando la sua obesita’ in maniera offensiva.

    Caldarola ha detto che secondo lui Vauro e’ un antisemita e che con quella vignetta e’ sullo stesso piano (come se) di chi urla “sporca ebrea”. E questo e’ offensivo in se’ (anche perche’ non e’ vero: quella vignetta la puoi capire solo se NON sei antisemita).

    Per dire: Caldarola nella risposta ai commenti ha dato dell’antisemita a chi, come me, faceva notare che la Nirenstein ha davvero il naso adunco. E io, se permetti, mi sono offeso da morire: l’avesse fatto nominatim, l’avrei querelato (teoricamente).

    Non so se mi sono spiegato meglio ora: l’idea centrale e diffamante (Vauro antisemita) Caldarola l’ha sostenuta eccome, anche senza virgolettato.
    Anzi, se il virgolettato fosse stato giusto, la denuncia sarebbe stata della Nirenstein contro Vauro.

    1. la tua chiosa è veramente gratuita… e mi offende
      cosa ti fa pensare delle cose che ho scritto che non lo volessi leggere?

      dove sia la verità non toglie e non aggiunge nulla al mio ragionamento e non valida il tuo che pretendeva di dare un giudizio a prescindere da come si fossero svolti i fatti.

      (comunque grazie per il link)

  3. Mi sono espresso male e non intendevo essere polemico. Volevo dire: so che non vuoi entrare nel merito della diatriba spicciola (“Ma forse è un bene che non abbia trovato l’articolo”) quanto discutere del ben più serio problema dell’antisemitismo a sinistra, però tutto sommato anche andare a vedere “la lettera” di quell’articoletto può fornire qualcosa al quadro generale.
    Scusami.

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